di Daniele Bovi
Troppe procedure negoziate, ovvero troppi lavori, servizi e forniture affidati senza gara dai comuni italiani. La bacchettata arriva dall’Autorità anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone e non risparmia neppure il comune di Perugia. Nelle scorse ore l’Autorità ha diffuso i dati che monitorano l’andamento degli affidamenti diretti superiori a 40 mila euro lungo il triennio 2011-2014. Troppi secondo Cantone che parla di «una criticità» per «l’utilizzo eccessivo di tale procedura». L’indagine è stata condotta sulle 20 città capoluogo di regione: per ciascun comune e per ciascuna tipologia di contratto (lavori, servizi e forniture) è stata calcolata la percentuale di contratti pubblici affidati con procedura negoziata, in termini di numero e di importo, rispetto alla totalità dei contratti pubblici attivati nello stesso periodo.
I numeri In media un 60% di contratti pubblici sono stati stipulati in affidamento diretto e non con gara d’appalto, per un 34,66% dell’importo complessivo. Ben la metà di questi comuni ha usato l’affidamento diretto nell’80% dei casi, e tra questi c’è Perugia con l’86,44%, anche se l’importo complessivo su tutte le procedure supera di poco il 10% (10,81%, meno 24% rispetto alla media nazionale), una delle percentuali più basse tra tutti i capoluoghi. Importi quindi modesti, che rappresentano una parte piccola della spesa di palazzo dei Priori. Nel complesso si parla di 561 appalti su un totale di 649, con una spesa di 26,3 milioni di euro a fronte di 243,6 totali. Il centro di spesa accanto al quale c’è la cifra maggiore è quello dei servizi sociali (4,6 milioni di euro per 30 appalti diretti), seguito dal provveditorato, cioè il centro che si occupa dell’acquisto di beni e servizi (2,9 milioni per 266 procedure).
TUTTI I DATI SUL COMUNE DI PERUGIA: CIFRE, APPALTI E CENTRI DI SPESA
Centri di spesa Accanto alla voce «servizi sociali, culturali e sportivi alla persona» ci sono invece 2,3 milioni per una procedura negoziata. Per sette appalti diretti del settore mobilità si sono spesi 2 milioni di euro; 3,4 milioni di euro riguardano «servizi sportivi e aree verdi», 2,3 (8 appalti) i servizi educativi e l’edilizia scolastica, un milione di euro «progetti europei e turismo» (95 procedure dirette) e così via. L’analisi prende in considerazione anche il triennio 2007-2010, rispetto al quale l’aumento di questa procedura è stato vertiginoso. Per quanto riguarda i lavori ad esempio a Perugia si è passati dal 32% al 79%.
La crescita Una crescita che caratterizza tutto il Paese anche per quanto riguarda servizi e forniture. «Per tale ragione – spiega l’Autorità – i dati sono stati comunicati ai sindaci dei comuni per i provvedimenti che riterranno di adottare». Per leggere bene queste cifre però bisogna tenere conto di un fattore che ha inciso in modo notevole sulla crescita delle percentuali: nel 2011 il decreto legge 70 ha infatti modificato il Codice dei contratti pubblici, innalzando da 500 mila ad un milione di euro la soglia dei contratti di lavori al cui affidamento si può provvedere tramite procedura negoziata.
Cantone L’Autorità «ha comunicato alle amministrazioni interessate le criticità emerse, con l’intento di fornire loro dati di sintesi utili ad individuare aspetti particolarmente critici, quindi a contrastare e/o prevenire fenomeni distorsivi dell’azione amministrativa». Dati che «evidenziano una criticità, a livello nazionale, nell’applicazione del Codice dei contratti pubblici secondo il quale va adottata come regola la procedura aperta e come eccezione, da motivare, la procedura negoziata». Parlare di affidamenti diretti ovviamente non significa parlare di illegalità: «Non sono sintomatici automaticamente di corruzione o di illecito – spiega Cantone -, ma descrivono procedure meno garantite, e quindi più esposte, più pericolose». Insomma, i comuni sono dentro le regole e «l’Autorità si limita a evidenziare che le procedure negoziate sono in grande aumento: questo potrebbe essere giustificato o meno; i singoli comuni faranno le proprie analisi, se lo ritengono».
Twitter @DanieleBovi
