La riunione della commissione

di Daniele Bovi

Una Perugia con meno risorse e più difficoltà a pagare quanto dovuto. Da alcune delle 47 pagine vergate dai revisori dei conti sul rendiconto di gestione 2014, è questa l’immagine della città che viene fuori. Nelle loro conclusioni, discusse martedì in commissione Bilancio dove si è parlato anche degli altro atti che compongono il rendiconto, i revisori parlano di «difficoltà strutturali dell’ente dal lato degli equilibri correnti». Difficoltà che derivano anche dalla mole di crediti che palazzo dei Priori fa fatica a riscuotere. In questi mesi infatti molto si è parlato delle spese, meno delle entrate e se i soldi non entrano il quadro salta. «La spesa del Comune – ha detto con un certo vigore la dirigente del settore Bilancio Sarnari – non è certo orribile, funziona e si garantiscono servizi».

Le entrate «Il problema – ha continuato – sono le entrate. Che facciamo? Smettiamo di garantire mense o trasporti? La baracca la stiamo mandando avanti e bisogna tenere a mente che ridurre la spesa significa ridurre i servizi. Se trovate qualcuno che fa le stesse cose al 50 per cento del prezzo ben venga». Il presidente del collegio Alberto Rocchi ha parlato di «una situazione borderline», di un Comune che ha un conto corrente «mai in positivo, dove si lavora sempre con i soldi della banca», cioè con le anticipazioni. «Serve – ha detto – definire un piano di analisi organica con cui individuare tutti i fattori di questa cristallizzazione». I revisori suggeriscono quindi un piano di riduzione della spesa e uno che riguardi le entrate. Nel 2014 la prima è stata coperta con entrate straordinarie, come gli 8,5 milioni relativi al contributo straordinario sull’introduzione della Tasi, ma di certo non si può continuare a sperare.

IN CONSIGLIO OK ALLA RELAZIONE SULLA REVISIONE DELLA SPESA

Anticipazioni Poi c’è il tema dell’anticipazione di tesoreria (costata 1,1 milioni di euro di interessi nel 2014), alla quale si è ricorso in tutto il 2014 mentre nel 2015 c’è «forte peggioramento». Una situazione di fronte alla quale i revisori propongono azioni affinché l’anticipazione torni ad essere uno strumento straordinario. La giunta motiva questa mole di anticipazioni con i minori trasferimenti (due milioni solo tra 2013 e 2014) e con la difficoltà dei cittadini a pagare i tributi locali. Qualche numero: l’Imu nel 2014 ha garantito un milione in meno, la Tasi 400 mila euro, l’addizionale Irpef 800 mila euro e l’imposta sulla pubblicità 200 mila euro. L’altra partita decisiva è quella dei residui attivi, cioè dei crediti non riscossi che benché siano su «livelli fisiologici» destano qualche preoccupazione specialmente per quanto riguarda le multe e la Tari-Ici-Tares.

Morosità Quest’ultima fa registrare una morosità pregressa di 6,7 milioni di euro e un basso grado di riscossione; a fine 2014 invece c’erano 18 milioni di euro di multe da incassare, delle quali 2 riguardano il 2008. In questo caso «l’andamento della riscossione è decisamente meno brillante» e in generale «la presenza di un volume così rilevante di residui caratterizzati da basso tasso di riscossione, pone problemi di sostenibilità dinamica dell’Ente ed aggrava gli squilibri». Sempre sul fronte delle minori entrate, pesano i cinque milioni di euro che l’ormai ex Apm avrebbe dovuto dare al Comune come dividendi per gli anni 2009-2010 (ma un piano di pagamenti c’è) così come il crollo dei proventi derivanti dai permessi a costruire, passati dai 3,5 milioni del 2012 ai 400 mila euro del 2014.

Dibattito Nel corso del dibattito il capogruppo del M5S Cristina Rosetti ha chiesto che vengano affrontati i problemi strutturali della finanza comunale, mentre la maggioranza vede nella relazione sulla revisione della spesa (approvata lunedì in consiglio comunale) uno strumento «per addivenire ad una graduale riduzione delle spese». L’ulteriore discussione sul rendiconto 2014 e poi la votazione degli atti ci sarà venerdì, dato che è stata respinta con con 4 voti contrari, 1 astenuto, 1 presente non votante e 5 favorevoli, la mozione presentata da Cenci (FI) che aveva chiesto di andare subito al voto dato che la discussione, intorno a mezzogiorno, si era esaurita.

Twitter @DanieleBovi

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