di Daniele Bovi
I dipendenti del Comune di Perugia hanno proclamato lo stato di agitazione. La decisione è stata presa mercoledì pomeriggio nel corso di un’assemblea alla sala dei Notari alla quale hanno preso parte circa 300 lavoratori sui 1.200 complessivi di palazzo dei Priori. L’ordine del giorno recitava «Stallo trattative e valutazione azioni conseguenti». Al centro del tavolo i problemi relativi alla distribuzione delle risorse del fondo decentrato 2014 e la definizione del nuovo contratto integrativo decentrato.
L’assemblea Il personale ha anche stabilito che il primo nodo deve essere sciolto entro il 20 maggio e il secondo entro il 30 dello stesso mese. A questo punto, proclamato lo stato di agitazione, il prefetto avrà 48 ore di tempo per convocare i rappresentanti dei lavoratori e l’amministrazione comunale per tentare, così come vuole la legge, una conciliazione. «Le nostre richieste – ha detto rivolgendosi alla platea Federico Armati della Cgil – sono state sempre disattese. Il tempo passa e le problematiche aumentano, bisogna mandare un segnale forte all’amministrazione per far capire che il tempo delle chiacchiere è finito». Una Cgil, così come tutta la nuova Rsu nel suo complesso, che non ha per nulla gradito il fatto che in queste settimane nessun sindacato sia stato convocato per «discutere insieme a proposito delle difficoltà di bilancio».
Due incontri Le date da cerchiare sul calendario a questo punto sono due: venerdì la Rsu incontrerà l’amministrazione per parlare della distribuzione del fondo e poi qualche giorno dopo, l’11, per cercare di trovare la quadra sul contratto integrativo. Centrare entrambi i risultati entro le date stabilite dall’assemblea però sarà impresa tutt’altro che agevole. «Riguardo al fondo – ha proseguito Armati – serve una distribuzione equa e una discussione su come utilizzare i risparmi derivanti dal mancato rinnovo di alcune posizioni organizzative», ovvero dei cosiddetti mini-dirigenti. Piero Martani del Diccap invece ha parlato di una «debolezza della parte tecnico-amministrativa di palazzo dei Priori e di una scarsa comunicazione da parte della politica».
Un anno perso «Sono almeno sei mesi – hanno detto poi altri rappresentanti della Rsu – che chiediamo incontri e confronti. Oggi serve sostenere la Rsu per portare a casa il meglio possibile e dichiarare lo stato di agitazione». Il tempo infatti stringe e il sindacato, insieme ai lavoratori, non è più disposto ad aspettare: «Abbiamo perso già un anno – rincara la dose Armati – e non possiamo perderne un altro». Ora la palla passa quindi al prefetto Antonella De Miro che nel giro di 48 ore convocherà le parti.
Twitter @DanieleBovi
