Un’apertura c’è stata, ma l’accordo tra Amministrazione e dipendenti del Comune di Perugia sul fondo decentrato resta lontano. E’ emerso nel corso di una nuova assemblea sindacale alla sala dei Notari. La richiesta è che i soldi risparmiati dai mini-dirigenti vadano in maniera pù consistente nelle cosiddette «progressioni orizzontali». Lo ribadiscono in una nota Serena Sargenti e Ubaldo Pascolini della Cisl, ricordando che, nel 2010, diverse persone ne rimasero escluse, indipendentemente dal merito.
Distanza resta Rispetto al muro contro muro iniziale, con la proposta dell’Amministrazione di distribuire tutto il fondo in produttività, qualcosa si è mosso. La distanza tra le parti, però, resta ampia. Secondo quanto riferisce la Fp Cisl «l’apertura da parte dell’amministrazione è stata ritenuta troppo modesta in quanto si è parlato di 90 mila euro. Le Rsu chiedono che siano messi a disposizione 300 mila euro, che possono essere stornati dalle risorse delle posizioni organizzative». Questo in quanto «la legge di stabilità, quest’anno, ci consente di istituire progressioni orizzontali, non chiedendo nuove risorse all’amministrazione, ma assegnando quelle già esistenti nel fondo dei dipendenti».
Comune confuso L’amministrazione, secondo la Cisl, non ha ancora informato i sindacati di quante posizioni organizzative vuole fare. «Quindi – sostiene il sindacato – le scelte sono state fatte senza aver ben chiaro il modello organizzativo. Se si vogliono fare nuove posizioni organizzative la delegazione trattante già da tempo ci doveva coinvolgere nel definire dove, quante, con quali motivazioni e con quali requisiti farle, tenendo conto che le vecchie posizioni organizzative si sono già azzerate nel luglio 2014. Con questi elementi, concertati con il sindacato, si sarebbe potuto capire chiaramente quante risorse si sarebbero potute liberare per le progressioni orizzontali. Se lAmministrazione non ha ancora le idee chiare e vuole quindi tenersi le mani libere noi le idee chiare già ce l’abbiamo. Questa mattina abbiamo avuto anche il mandato dell’assemblea»
