di Daniele Bovi
A quasi tre anni da quando se ne’è cominciato a parlare, per il progetto del nuovo complesso interparrocchiale di Ponte della Pietra si avvicina il momento della verità. Per il 19 agosto infatti, a palazzo Grossi, è stata convocata la Conferenza di servizi che dovrà esprimersi sul «San Giovanni Paolo II». Attualmente mancano alcuni pareri che dovranno essere acquisiti proprio attraverso la Conferenza di servizi, ovvero quell’organismo previsto dalla legge all’interno del quale siedono molti enti pubblici (come ad esempio il Comune, la Soprintendenza, le Asl e così via) e le aziende che si occupano delle infrastrutture pubbliche (dall’acqua all’energia elettrica, e non solo). Del caso, come accennato, si parla dal novembre 2013, cioè da quando trapelò la notizia che al posto del campo da calcio di Ponte della Pietra, che sorgeva su un terreno di proprietà della parrocchia, sarebbe sorto il nuovo complesso. Da lì un fiume di polemiche, raccolte di firme e di assemblee infuocate fino a quando il consiglio comunale, in modo bipartisan, non ha dato il via libera approvando la variante al Piano regolatore. Il complesso prevede la costruzione di una nuova chiesa che servirà le parrocchie di Prepo, San Faustino e Ponte della Pietra, dato che oggi gli spazi a disposizione per quest’area da 14 mila persone sono insufficienti.
FOTOGALLERY: IL PROGETTO
LA VICENDA
In attesa del via libera Oltre alla nuova chiesa ci sarà un oratorio, strutture per la Caritas, un’area verde attrezzata e un campo di calcio a sette (che già è stato realizzato) e ovviamente una zona destinata a parcheggio. Oltre 2.500 metri quadrati progettati dall’architetto Paolo Marciani: la realizzazione è prevista nei prossimi quattro anni al costo complessivo di circa 5 milioni di euro, di cui 4,6 finanziati dalla Conferenza episcopale italiana. In una precedente fase dell’iter autorizzativo, nel settembre 2014, la Conferenza di servizi diede il via libera pieno all’opera, sottolineando però che una parte della struttura dovrà imparare a convivere «con il rischio idraulico indotto». E il 12 giugno scorso infatti, quando su Perugia si è abbattuta una pioggia eccezionale che ha lasciato alle sue spalle una lunga scia di danni, a subirli è stato anche il campo di calcio a sette, chiuso per molti giorni. Quanto al campo di calcio a 11, Comune e parrocchia nel gennaio di due anni fa avevano stretto un accordo in base al quale palazzo dei Priori si impegnava ad acquisire e a rendere regolamentare quello di Pila (in grado così di servire pure Ponte della Pietra), anche attraverso l’eliminazione di alcune irregolarità, «nell’arco di un tempo tecnico ragionevole».
Twitter @DanieleBovi
