L'area della ex Fat

di Barbara Maccari

Prosegue il botta e risposta tra i componenti del comitato Prato-Mattonata e il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta in merito all’area ex Fat. Stavolta il confronto si è svolto su Radio Radicale durante la trasmissione «Fatto in Italia» condotta da Oliviero Toscani e Nicolas Ballario. Per il comitato è intervenuto Michele Pazzaglia. La trasmissione andrà in onda domenica 30 alle 13.30. L’appello di Toscani al primo cittadino: «Dica stop a questo progetto e passi alla storia per aver salvaguardato la bellezza architettonica».

L’area in discussione Dopo i conigli comunali aperti, gli interventi in commissione ed i cortei, stavolta il confronto si è spostato in un palcoscenico di scala nazionale, precisamente nelle frequenze di Radio Radicale, e i protagonisti sono sempre loro, il sindaco tifernate Luciano Bacchetta e gli esponenti del comitato Prato-Mattonata. L’argomento della diatriba riempie le cronache di Città di Castello da mesi e riguarda la costruzione da parte di Fat- Fintab (proprietaria dell’area) di un edificio per 28 alloggi, da cento a settanta metri quadri, da destinare a locazione temporanea a canone concordato, mentre a piano terra circa mille metri quadrati dovrebbero essere destinati ad uso commerciale. Nella discussione tra le due parti si sono inseriti durante la trasmissione «Fatto in Italia» i due conduttori, Oliviero Toscani e Nicolas Ballario, con posizioni molto dure. (La trasmissione andrà in onda domenica 30 alle 13.30, ma la versione online è già disponibile sul sito della Radio).

Il dibattito Dopo le presentazioni di rito, Ballario ha dato la parola al sindaco Bacchetta, che ha ripercorso i 40 anni della storia dell’area ricostruendo dettagliatamente tutti i passaggi e sottolineando l’importante risultato ottenuto dalla sua amministrazione, cioè la riduzione della cubatura edificabile. Il primo cittadino ha anche ricordato che il progetto è stato esaminato ed approvato a vari livelli, Regione, Ministero, Sovrintendenza. La parole è passata poi a Michele Pazzaglia, esponente del comitato Prato-Mattonata, che ha ribadito il proprio no al progetto e ha ricordato la proposta alternativa, che l’area sia destinata cioè a uso pubblico e che si valuti la possibilità di coinvolgere altri privati proprietari di appartamenti non utilizzati nel perimetro del Contratto di Quartiere. Prevedere inoltre la rimodulazione generale dell’intervento, aprendo un confronto serio e costruttivo con i cittadini per una proposta alternativa e meno impattante dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

Render da rivedere Dopo aver ascoltato le due campane la parola è passata a Nicolas Ballario, che rivolgendosi al fotografo e co-conduttore Toscani ha attaccato:«Ho qui davanti il render del progetto ed è orribile. Questo risultato è figlio della cecità totale di una amministrazione che va a costruire in un’area di cui tesse le lodi (creazione parco archeologico, scoperta Chiesa della Carità, valorizzazione Chiostro San Domenico, recupero reperti Romani Ndr) e poi cosa decide? di buttarci in mezzo una colata di cemento, è una cosa idiota che non riesco a capire». «Almeno date a questo progetto, se proprio volete farlo – ha proseguito Ballario – un minimo di qualità architettonica, così è osceno. Auguro alla società proprietaria dell’area di non vendere neanche un mattone di questi appartamenti».

Amministrazioni incompetenti Sfruttando l’assist di Ballario ha preso poi la parola Oliviero Toscani: «In Italia siamo pieni di appartamenti sfitti, per cui mi domando che senso ha costruirne di nuovi, tutto questo mi suona come mala gestione. Il render del progetto di Città di Castello è come i render fatti da tutte le amministrazioni pubbliche, fatte cioè dai parenti di qualcuno. I concorsi non si fanno più e i grandi architetti vanno a lavorare all’estero. L’Italia è un corpo rivestito negli ultimi 70 anni di immondizia architettonica. Il nostro paese è ucciso dalle amministrazioni che non hanno la cultura e la qualità, né le competenze per giudicare».

Salvi la bellezza Toscani si è poi rivolto direttamente a Bacchetta: «Lei ha l’aggravante della buona fede, so che è una persona ragionevole, solo che in Italia ci sono leggi e norme realizzate da amministrazioni becere che l’hanno preceduta. Faccia una buona cosa, fermi questo scempio e passi alla storia come il sindaco che ha salvato la bellezza della sua città». Pronta la replica di Bacchetta che ha puntualizzato che il render non è stato realizzato dall’amministrazione comunale ma dalla società proprietaria dell’area che ha incaricato i propri architetti, e che l’ultima parole sulla vicenda spetta proprio a Fat-Fintab.

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