Guarducci e il cartello sulle Logge

di Ivano Porfiri

«Tutto procede…». Due parole sibilline, dopo aver esposto cartelli e shopper personalizzate con la scritta: «Per favore non fatemi domande sulle Logge». Si trincera nel quasi silenzio, Eugenio Guarducci, sul destino del chocobar che doveva essere aperto a Natale scorso, p0i a giugno per Perugia 1416, quindi a Umbria Jazz e infine ad ottobre. «Non è questo il contesto giusto per parlarne – si limita a dire ai cronisti che la domanda, comunque, la fanno a margine della conferenza stampa di presentazione di Eurochocolate 2016 – ne parleremo presto».

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«Non parlo delle Logge» Il consueto sorriso a 32 denti c’è, ma appare un po’ più tirato del solito, e il patron della kermesse più calorica di Perugia ha perso anche qualche chilo. Del resto, le preoccupazioni non gli mancano e gli impegni nemmeno: dal Todi festival a Eurochocolate, passando per l’assessorato alla cultura di Assisi e il locale delle polemiche, il 2016 è passato tutto di un fiato e non è certo stato un anno tranquillo. Ma Guarducci non si tira indietro: «Portiamo avanti tutti i progetti, ma delle Logge oggi non parlo».

VIDEO: PARLA GUARDUCCI

Città del cioccolato Parla, invece, di un altro tasto dolente del suo rapporto con la città, che in passato aveva fatto paventare un trasloco di Eurochocolate altrove: la Città del cioccolato, cioè il parco tematico aperto tutto l’anno con possibilità di promozione e guadagno intorno al tema del cacao e i suoi derivati. «Non è un sogno solo mio e della mia famiglia – dice Guarducci – ma è condiviso anche dall’Amministrazione comunale. Io ho proposto alcuni spazi dove realizzarla, vediamo che succede. Diciamo che io ho pensato a Eurochocolate quando avevo 18 anni e l’ho realizzata a 30, penso alla Città del cioccolato da 8-10 anni, quindi ci dovremmo essere». Ottimismo di facciata? Dal Comune non giungono segnali. Chissà se il siparietto con l’assessore Michele Fioroni è un indice della dialettica attuale: «Useremo le Logge almeno per fare i selfie», ha detto Fioroni. «Spiritoso, molto spiritoso», gli ha replicato Guarducci. E ancora: «Ogni euro investito a Perugia si moltiplica più che in altre città», le parole dell’assessore, seguite dalla stilettata del patron: «Parlate voi che non investite un euro?».

EUROCHOCOLATE: NIENTE STOP AI CANTIERI

De Bondt sbarca a Perugia Nell’attesa, l’obiettivo di Guarducci si va perseguendo in modo diverso. «Aspettando la Città, stiamo andando a rianimare spazi abbandonati come le Logge o la gelateria in piazza IV Novembre, dove si insedierà un luogo di eccellenza per la produzione del cioccolato». Si tratta degli spazi in via della Gabbia, accanto a Cesarino. Lì si stanno trasferendo Paul e Cecilia De Bondt: dal Lungarno di Pisa hanno scelto di diventare perugini, grazie alla sinergia proprio con Guarducci. «Li ho conosciuti nel 1994 mentre preparavamo la prima Eurochocolate, si proposero per un corso sul cioccolato nel mio hotel e le loro praline stupirono tutti, tanto che furono inseriti quell’anno tra i primi 20 cioccolatieri al mondo. Oggi sono celebri e anche Gordon Ramsey li cita tra i top. Quest’anno inaugureremo Eurochocolate nel loro laboratorio, che è ancora un cantiere, ma già pronto per far degustare alcune delizie». Anche De Bondt è felice della scelta: «A Pisa saranno tristi ma anche io sono preoccupato, abbiamo preso casa in via Ulisse Rocchi e devo abituarmi a tutte queste salite e discese. Sapete, un pasticcere magro non va tanto bene», scherza.

Assisi senza cioccolato Ultima battuta di Guarducci sulla connessione tra Eurochocolate e Assisi. «Me lo aspettavo che me lo chiedeste. Per Assisi abbiamo tanti progetti, la cioccolata la lasciamo però a Perugia.»

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