E’ morto lunedì pomeriggio all’età di 102 anni monsignor Beniamino Schivo. Decano tra i sacerdoti tifernati, nell’estate del 1944 mise in salvo la famiglia ebrea tedesca Korn, rifugiatasi in Italia nel 1935. Per questo ha ottenuto il riconoscimento di giusto tra le nazioni da parte della “Fondazione Yad Vashem” di Gerusalemme.
Camera ardente ed esequie Nel pomeriggio di martedì sarà allestita la camera ardente nella Basilica Cattedrale di Città di Castello, dove alle 11 di mercoledì 1 febbraio si svolgeranno le esequie.
Chi era Era nato a Gallio nel 1910. Figlio di Luigi e Teresa Finco, venne accolto nel seminario di Città di Castello dal vescovo beato Carlo Liviero, che in precedenza era stato parroco proprio a Gallio (nella diocesi di Padova). Compiuti gli studi nei seminari di Città di Castello e di Assisi, venne ordinato sacerdote a Città di Castello il 24 giugno del 1933 dal vescovo Maurizio Crotti. Ha svolto con molta dedizione il ministero sacerdotale dedicando grandissima parte della sua vita alla formazione dei sacerdoti come Rettore del Seminario Vescovile dal 1935 al 1970. È stato anche Canonico della Cattedrale, Vicario Generale, Vicario Episcopale per le Religiose, Parroco di Belvedere, Direttore dell’Archivio storico e della Biblioteca diocesana, direttore della Libreria Sacro Cuore.
La nomina di Giovanni Paolo II La sua opera sacerdotale è stata pure legata alle suore “Piccole ancelle del Sacro Cuore”, figlie spirituali del beato Carlo Liviero: dal 1935 al 1985 fu responsabile della “Scuola parificata vescovile”, oggi “Scuola Sacro Cuore”, fondata dal Liviero nel 1910 e fino al 1965 fu confessore delle novizie. Seguì anche l’iter della causa di beatificazione di Carlo Liviero, conclusasi il 27 maggio 2007, prima come vicepostulatore e poi come postulatore fino al 2000. Il 16 giugno del 1983 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato protonotario apostolico soprannumerario.
Medaglia d’oro Durante il passaggio del fronte bellico attraverso l’Alta Valle del Tevere, nell’estate del 1944, rimase in città per aiutare la popolazione e mise in salvo la famiglia ebrea tedesca Korn, rifugiatasi in Italia nel 1935. Per questo ha ottenuto il riconoscimento di giusto tra le nazioni da parte della “Fondazione Yad Vashem” di Gerusalemme nel 1986 e la medaglia d’oro al valor civile, consegnatagli dal Presidente della Repubblica Italiana il 24 gennaio 2008 con questa motivazione: «Sacerdote di elevate qualità umane e civili, nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, in atto le persecuzioni razziali, con eroico coraggio ed encomiabile abnegazione, aiutava una famiglia tedesca di origine ebrea a fuggire da Città di Castello, dove era stata internata, procurandole successivamente nascondigli, cibo e capi vestiario. Mirabile esempio di coerenza e di rigore morale fondato sui più alti valori cristiani e di solidarietà umana».
Cordoglio Il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi e l’assessore Domenico Caprini esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di monsignor Beniamino Schivo, decano dei sacerdoti di Città di Castello, «giusto tra le nazioni», straordinario uomo di chiesa che si è distinto per «abnegazione e coraggio a difesa dei valori di libertà e rispetto della dignità umana». «Vogliamo comunicare – hanno affermato Guasticchi e Caprini – il nostro sconforto per la morte di monsignor Schivo, insignito anche dal Presidente della Repubblica con la medaglia d’oro al valor civile per le sue elevate qualità umane e civili, mirabile esempio di coerenza e di rigore morale fondato sui piu’ alti valori cristiani e di solidarietà. Alla famiglia, al vescovo di Città di Castello, monsignor Domenico Cancian e a tutta la comunità altotiberina – hanno concluso – giungano le piu’ sentite condoglianze per una così grave perdita, che, sono certo, lascerà in tutti noi anche amministratori pubblici, un segno indelebile ed un esempio da seguire in ogni ambito sociale ed istituzionale».
VERINI: “CORDOGLIO E RICONOSCENZA PER SCHIVO. ANCHE LA COMUNITA’
EBRAICA DI ROMA PARTECIPA AL DOLORE DELLA CITTA’””
Pacifici tramite Verini «Il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, ha voluto trasmettermi il cordoglio degli ebrei di Roma per la scomparsa di monsignor Schivo, “Giusto tra le Nazioni” per la Fondazione Yad Vashem di Gerusalemme e insignito della medaglia d’oro al Valor Civile da parte del Presidente della Repubblica. Ho provveduto a far pervenire il messaggio al Sindaco di Città di Castello ed al Vescovo della Diocesi”. Lo comunica il deputato Walter Verini.
Ecco il messaggio di Pacifici «Abbiamo appreso della scomparsa di Mons Beniamino Schivo, “Giusto tra le Nazioni” la massima onorificenza che conferisce lo Stato d’Israele a coloro che, a rischio della loro vita, salvarono ebrei durante l’ultimo conflitto mondiale dalla furia nazifascista.
Mons Schivo infatti salvò una famiglia ebraica di origine tedesca, i Korn, che transitando per l’Italia come tante altre, trovò in lui conforto e speranza. Con il gesto eroico di nasconderli li trasse in salvò da quello che, la storia ci ha insegnato, era la la belva del nazismo. Tale gesto ha assunto ancor di più il suo significato proprio perché veniva da un uomo di fede. Sopratutto un uomo di Chiesa, che come tanti altri, si adoperarono secondo coscienza, alla salvezza dei nostri fratelli. Sono personalmente convinto, anche attraverso queste azioni eroiche, che con ogni probabilità, il dialogo fra il fondo ebraico e quello cristiano ha ritrovato nel dopo guerra la sua vitalità grazie a gesti come quelli descritti.
Scambio di alberi “Chi salva un uomo, salva il Mondo intero” cosi ci insegnano i nostri Maestri e Mons Schivo siamo certi ha salvato con il suo gesto le generazioni future della famiglia Korn, quelle che poi hanno contribuito a far risplendere le nostre comunità in Italia ed in Europa e lo Stato d’Israele, dalle ceneri della Shoàh. Per questo e con il permesso delle Autorità cittadine di Città di Castello, vogliamo proporre di poter concordare una cerimonia di piantagione di un Ulivo proveniente da Israele proprio nella città in cui ha vissuto e poi ci ha lasciati. Una piantagione che sarà contestuale a quella di 5 alberi che faremmo nelle verdi colline di Gerusalemme alla sua memoria. Che sia il suo nome ricordato in benedizione».
Walter Verini, da parte sua, aggiunge: «Schivo è stata anche per me, fin da bambino, una figura familiare. Il Seminario da lui diretto, nel quartiere di San Giacomo, era per noi ragazzini un luogo dove passavamo ore a giocare e per quella figura elegante, sobria e riservata provavamo autentico rispetto”. “Più da ‘grandi’, – prosegue Verini – accanto alla conoscenza della sua intensa missione sacerdotale ed educativa conoscemmo anche il ruolo da lui svolto per salvare, durante gli anni terribili dellle persecuzioni razziali nazifasciste, una famiglia ebrea. La cosa gli valse il titolo di ‘Giusto tra le Nazioni” e la Medaglia d’Oro al valor Civile da parte del Presidente della Repubblica”. “Credo che insieme al cordoglio della città e della comunità diocesana – conclude Walter Verini – debba essere espressa a Monsignor Beniamino Schivo tutta la nostra riconoscenza».

