Una giraffa in un circo

di Maria Sole Giardini

Sta per essere rimosso l’ultimo tendone del circo con gli animali a Terni e quando il piazzale di vocabolo Staino sarà nuovamente del tutto libero lo spettacolo viaggiante lascerà dietro di sé una lunga scia di polemiche. Tanti i cittadini che in questi giorni di permanenza hanno voluto dire la loro sul presunto sfruttamento che questi animali sarebbero costretti a subire per il divertimento di chi guarda. C’è chi per mostrare questa sofferenza ha postato la foto di una giraffa relegata in una recinzione minuscola che sgranocchia pezzi della vicina roulotte e chi ha appeso striscioni alla finestra con scritto ‘via i circhi con gli animali’. Ma sebbene Terni sia sempre stata una città attenta al benessere animale, talvolta bollata come pet-friendly, c’è anche chi paragona agli animali da circo a cani e gatti «segregati in appartamenti» o gli animali usati per le sperimentazioni. Di fatto comunque contro l’attendamento dei circhi con gli animali, una battaglia si era consumata tempo fa in quel di Palazzo Spada. La politica però, tra un cambio di poltrona e un altro, a quanto pare ha i suoi tempi per prendere decisioni.

La giraffa triste Ecco la foto che ha fatto il giro del web e ha suscitato non pochi commenti e polemiche.

‘Via circhi con gli animali’ Poco tempo dopo, da una finestra in via dell’Argine è stato calato un lenzuolo con scritto ‘via circhi con gli animali’. Nel post per descrivere la foto queste parole: «Mentre alcuni vorrebbero spiegare perché il circo con animali è una tradizione che vede le sue origini addirittura ai tempi dell’antica Roma, esso non ha più ragione di esistere. Una tradizione senza più energie e, soprattutto, completamente superata da un’etica diffusa e condivisa che considera inaccettabile lo sfruttamento animale finalizzato ad un ipotetico divertimento. Pubblico con piacere la foto fatta stamane in Via dell’Argine a Terni».

I favorevoli Immagini che hanno scatenato polemiche e commenti tra favorevoli e contrari. Già perché a quanto pare esiste anche chi difende strenuamente il circo con animali e per farlo adotta i più strani paragoni del tipo: «E pensare che per qualche centinaio di anni gli animali sono stati sfruttati fino alla morte in agricoltura ad arare campi. Il circo vive dei suoi animali. Li tratta bene, altrimenti finirebbe la fonte di reddito. Preoccupiamoci di tematiche serie per favore». O ancora: «I gatti sono animali da spazio e libertà, noi li teniamo in casa, i cani, razze che non sono d appartamento, aski, lupo, ecc, noi in casa perché ci fanno compagnia, tutti gli animali sono nati liberi, alcuni li abbiamo addomesticati per un ns piacere, siamo sicuri che anche noi per i ns comodi, per le ns esigenze non siamo circo?». Segno forse che non tutte le coscienze sono pronte a cancellare del tutto il circo con animali. In fondo viviamo di ricordi e purtroppo o per fortuna, nella memoria di molti adulti di oggi è rimasto il bambino che varcava il tendone di un circo.

La politica Ma cosa dice la politica al riguardo? Sono mai stai presi provvedimenti? Ebbene sì. Era il lontano 2016 quando, in consiglio comunale a Terni, è stato approvato un atto su iniziativa del movimento 5 stelle Terni, poi passsato al vaglio della Seconda commissione allora presieduta dal Dem Francesco Filipponi, che impegnava il sindaco e la giunta all’adozione di un nuovo regolamento sulla concessione di aree per l’esercizio di spettacoli viaggianti e circensi al fine di scoraggiare l’attendamento dei circhi con animali in città. Fu inserito anche l’impegno per una maggiore sensibilizzazione della popolazione sul tema.

M5s «Fu un primo passo verso un nuovo corso che ha messo al centro il benessere e il diritto degli animali a vivere nei loro habitat naturali e che sono invece oggi costretti a subire condizioni non sempre in linea con la loro natura così come denunciato da molte associazioni e dalla Dichiarazione dei diritti degli animali (1978)» ha dichiarato a Umbria24  Valentina Pococacio (M5s) .«Dopo l’approvazione di quell’atto venne avviato – racconta Pococacio -, seppur a singhiozzo e con molta fatica, un meticoloso lavoro in commissione, anche con il supporto di alcune associazioni animaliste e vennero elaborati degli emendamenti al regolamento comunale che poi non riuscirono ad approdare in consiglio comunale anche per la prematura fine della consiliatura». Proprio così; non a caso l’ultimo regolamento del caso disponibile online sul sito del Comune, risale al 2014. Ma dato che una sensibilità in tal senso è stata mostrata a inizio dell’era Latini anche da esponenti di centrodestra, tra i quali l’attuale assessore alla Cultura Maurizio Cecconelli (FdI), non è escluso che arrivi presto l’occasione per riprendere in mano la questione.

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