di Giorgia Olivieri
Tavolo permanente con istituzioni e sindacati, nascita di comunità energetiche universitarie, revisione del canone concordato e un fondo nazionale per gli affitti. Questi alcuni dei punti cardine del documento presentato da Link Perugia che propone un piano contro la crisi abitativa con misure su breve e lungo termine per Perugia.
Alloggi pubblici «Noi vediamo una situazione chiara: raddoppio dei costi della vita, aumento delle utenze, e difficoltà degli studenti nel trovare dove vivere e studiare», ha detto venerdì nel corso di una conferenza stampa Nicola Cardinali, Link Perugia, inquadrando il fenomeno della crisi abitativa a Perugia. «La Regione ha dichiarato che sarebbero state coperte tutte le richieste degli studenti per posti letto pubblici, con un disavanzo di soli 20 unità – continua Cardinali – la realtà è che 400 studenti, dopo un mese dall’inizio delle lezioni senza un alloggio, hanno rinunciato al posto letto Adisu affidandosi al servizio pubblico».
Alloggi privati «Sul versante privato – continua il coordinatore – si registra in maniera sempre più preoccupante il fenomeno della “turistificazione” con contratti a carattere transitorio, che causano un’instabilità dei prezzi di locazione». Al centro dell’analisi proposta da Link anche l’aumento di annunci su siti come Airbnb e Booking, «che danneggia il tessuto economico territoriale e la ricezione alberghiera». Queste difficoltà hanno portato gli studenti a essere sparsi su territorio comunale, con un conseguente abbassamento della qualità della vita anche per l’aumento dei tempi di percorrenza, creando studenti di serie A e serie B»
Proposte a breve termine Nel documento «Ci vuole un tetto» sono vari gli interventi proposti, alcuni di questi «da mettere in campo all’interno di questo anno accademico, altri sul lungo termine». In primo luogo i rappresentanti chiedono l’aumento dell’offerta pubblica di alloggi, «nonostante la propaganda della destra non abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato, inoltre Adisu sta allargando i criteri di assegnazione dei posti letto e avremo quindi un ulteriore aumento di beneficiari nel prossimo anno con un corrispettivo disavanzo», spiega Cardinali. Sempre secondo Link, «Adisu deve impegnarsi nella rigenerazione di immobili in città e non nella costruzione, per motivi ambientali e contro il consumo di suolo».
Risorse Tra le proposte a breve termine anche la «costruzione di comunità energetiche universitarie, per creare nuovi modelli cittadini e abbattere i costi delle utenze», richieste poi aule studio e ristoro nelle periferie e un fondo affitti nazionale da 50 milioni. Su Perugia, invece, si chiede la revisione del canone concordato e di fermare la “turistificazione” con una stretta sugli affitti brevi. Al centro delle richieste poi un accordo biennale su Pass tpl (l’abbonamento per studenti a tariffa agevolata) e mobilità notturna: «Non possiamo togliere quelle risorse che hanno permesso agli studenti di muoversi sul territorio regionale».
Tavolo permanente Nel documento vengono presentati anche possibili interventi a lungo termine, alla base dei quali c’è la proposta di creare un tavolo permanente sull’abitare: «Uno spazio di contrattazione permanente con sindacati studenteschi, lavoratori del trasporto pubblico locale e dell’edilizia, e politica istituzionale». Mauro Moriconi di Cgil ha sottolineato come «il diritto allo studio definisce livello democrazia di un Paese e noi siamo in una situazione complessa in cui questi spazi si stanno riducendo, basta guardare premierato e autonomia differenziata. Il tavolo di confronto permanente è utile soprattutto in una fase in cui chi sta al governo sia nazionale che locale ritiene il confronto come superfluo».
Onaosi e Ponte San Giovanni Si giocano ora a Perugia due partite importanti in tema di crisi abitativa, secondo i rappresentanti di Link: il collegio Onaosi e le palazzine degli alloggi popolari mai completati nella zona di Ponte San Giovanni. «Al momento non sappiamo se l’Onaosi verrà rasa al suolo, ma la proposta dell’Università per Stranieri di creare lì un altro campus universitario e quella degli ex residenti di riconvertire gli spazi in aule conferenza, servizi e aree verdi rappresentano due occasioni per una città di prossimità». In merito agli alloggi popolari, «saranno costruite lì solo 40 unità abitative anziché 200 come previsto dal progetto originale, per destinare il resto degli spazi a scopo commerciale, noi non proponiamo un ripensamento ma una rimodulazione che preveda alloggi da destinare anche agli studenti, ciò andrebbe a beneficio della cittadinanza tutta».
