Poste italiane è disposta a trattare sul piano dei tagli che doveva scattare ad aprile, ma che una serie di mediazioni ha portato a congelare in vista di possibili accordi con le Regioni. In questo senso si inquadra l’incontro che la vicepresidente della Regione Umbria, Carla Casciari, e il presidente e il segretario generale di Anci Umbria, Francesco De Rebotti e Silvio Ranieri, hanno tenuto a Firenze con il responsabile dell’Area territoriale di Poste Italiane per la Toscana e l’Umbria, Michele Deiana.
IL PIANO DI POSTE: I 33 UFFICI CHE CHIUDONO
Presentare uno studio Nel corso dell’incontro il responsabile di Poste italiane ha chiesto che Regione e Anci presentino al più presto uno studio approfondito della situazione territoriale per poi valutare possibili soluzioni. A tal fine già per venerdì, alle ore 14, l’Anci ha convocato nella sede di Perugia un incontro con i sindaci dei Comuni interessati, al quale interverrà anche la vicepresidente Casciari.
CHIUSURE E RAZIONALIZZAZIONI: LA MAPPA INTERATTIVA
No alle chiusure Nel corso dell’incontro a Firenze, riferisce Casciari, «abbiamo manifestato in modo deciso il nostro totale disaccordo per la chiusura degli uffici postali in alcune zone dell’Umbria, in quanto questi rappresentano, soprattutto nei piccoli centri, un valore economico e sociale che va tutelato. Di conseguenza, abbiamo ribadito la necessità di trovare un punto d’incontro per difendere le esigenze dei territori nell’ambito del percorso che porterà all’attuazione del Piano di ridimensionamento degli uffici postali che in Umbria determinerebbe la chiusura di 15 presidi e il ridimensionamento di altri servizi. La Regione e l’Anci Umbria – conclude la vicepresidente – hanno anche evidenziato l’importanza del fatto che questo processo di trasformazione sia accompagnato da momenti di condivisione dei vari passaggi e chiesto l’allungamento dei tempi di attuazione del Piano stesso».
