Campi, la chiesa di San Salvatore (foto U24)

di D.B.

«Purtroppo non sono stato ascoltato. È opportuno rivedere le modalità dei sopralluoghi e dell’individuazione delle priorità». Le parole sono di don Luciano Avenati, parroco di quell’abbazia di Sant’Eutizio gravemente danneggiata dal sisma di mercoledì. Parole che testimoniano la rabbia del parroco e più in generale della Chiesa umbra, testimoniata in queste ore in cui è emerso come gli appelli e le segnalazioni, a proposito dei pericoli che dopo il sisma di fine agosto stavano correndo alcune chiese, sono rimasti inascoltati. «Forse qualcosa – chiosa con un certo rammarico la diocesi di Norcia – si poteva salvare. Accanto al dolore di non disporre più delle chiese, c’è molto rammarico». Delle segnalazioni fatte alla Soprintendenza don Luciano, insieme al vicario episcopale della Curia Fioretti, ha parlato nel corso della riunione che si è tenuta a Norcia la sera di giovedì con tutte le istituzioni.

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Danni In un’Umbria che per fortuna non piange morti né feriti i danni al patrimonio storico e artistico sono però notevoli. A Norcia il nuovo sisma ha aggravato la già preoccupante situazione delle chiese (su tutte la concattedrale di Santa Maria e la basilica di San Benedetto) e creato nuovi danni: la facciata della chiesa della Madonna delle Grazie è crollata in buona parte, così come si è ulteriormente aggravata la situazione della chiesa del Crocifisso e del monastero delle Benedettine di Sant’Antonio (mentre in quello di Santa Pace, dove ci sono le clarisse, non ci sono problemi significativi). Qui le suore sono costrette a dormire nei vani caldaia e lavanderia per l’inagibilità del convento, che ha riportati danni ingenti. «Ora è chiaro che con l’arrivo dell’inverno – dicono dalla diocesi – le 14 monache dovranno cercare una nuova sistemazione anche per una questione di salute delle religiose più anziane».

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Boccardo nelle aree terremotate L’arcivescovo monsignor Renato Boccardo, addolorato per i danni al patrimonio, sabato sarà nelle zone colpite dal terremoto: il presule ha anticipato il suo rientro in sede (si trovava all’estero a predicare esercizi spirituali programmati da tempo) proprio per condividere con la gente questo ennesimo momento difficile. Sabato mattina Boccardo, che nel corso della giornata visiterà ciò che rimane delle chiese colpite, sarà a Norcia, poi alle 12.30 pranzerà con gli abitanti di Ancarano negli spazi della pro loco mentre più tardi sarà a Campi e a Preci. A proposito degli edifici la diocesi parla di luoghi sacri che « erano il simbolo di un popolo e di un territorio, scrigni di spiritualità e di arte, luoghi della memoria e della speranza: ora non ci sono più. E se anche si dovessero in qualche modo recuperare, non saranno più come prima. Dinanzi a queste macerie le persone versano lacrime, sui loro volti è scolpito lo smarrimento di chi non ha più punti di riferimento, di chi sa che d’ora in poi la vita di queste valli sarà completamente diversa».

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Un nuovo centro Boccardo poi l’8 novembre incontrerà la Caritas per fare il punto della situazione e in vista della costruzione di uno spazio comune dove la gente della zona, in assenza di chiese, possa ritrovarsi e pregare ma non solo, dato che pure i locali per la catechesi, le attività con i giovani, la Caritas e per gli altri servizi pastorali sono inagibili. Il giorno dopo sarà tra i terremotati di Norcia, San Pellegrino, Campi, Ancarano e Preci anche il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova. Sul fronte della solidarietà, da registrare il gesto fatto da un anonimo a favore della Croce rossa di Città di Castello: nella cassetta che si trova nei locali della camera mortuaria dell’ospedale sono stati ritrovati tremila euro per sostenere le attività della Cri. «Il sostegno economico da parte della cittadinanza, oltre ad attestare una crescente fiducia nei confronti dell’Associazione – dice la Croce rossa tifernate – ci permetterà di sostenere e realizzare le innumerevoli attività istituzionali a favore del territorio».

Twitter @DanieleBovi

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.