di Vincenzo Diocleziano

Nel giorno in cui compie cento anni, Perugia ha reso omaggio a una vita davvero straordinaria: è il compleanno di Mirella Alloisio, la partigiana che a diciassette anni prese il nome di battaglia “Rossella” e si mise al fianco della libertà. In una Sala dei Notari piena di applausi e commozione, Perugia le ha conferito martedì la cittadinanza onoraria: cento anni di Resistenza, cento anni di speranza, di giustizia sociale e di impegno civile.

La cerimonia Una celebrazione che ha unito simbolicamente Genova e Perugia, le due città che segnano il cammino di una vita intera, nel nome della Resistenza, della libertà e della democrazia. «Cento anni di Resistenza, cento anni di coerenza, coraggio e libertà», ha ricordato la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi . «Oggi Perugia abbraccia Mirella Alloisio come cittadina onoraria, riconoscendole il merito di aver custodito e trasmesso i valori più alti della democrazia». Alla cerimonia erano presenti, oltre alla sindaca di Perugia, la sindaca di Genova, Silvia Salis, la presidente del Consiglio comunale Elena Ranfa, i vicepresidenti Edoardo Gentili e Simone Cenci, la presidente della Regione Stefania Proietti, il presidente della Provincia Massimiliano Presciutti, rappresentanti dell’Anpi, dell’Udi e della Cgil, oltre a numerosi consiglieri comunali e regionali.

Mirella Alloisio e la sindaca Ferdinandi

Chi è Mirella Alloisio Mirella Alloisio è nata a Sestri Ponente (Genova) l’11 novembre 1925. Giovanissima, ha partecipato alla Resistenzacon i nomi di battaglia Olga, Marika e Rossella, collaborando con il Comitato di Liberazione Nazionale della Liguria. Per il suo impegno le è stata conferita la Croce di Guerra al Valor Militare. Trasferitasi a Perugia negli anni Cinquanta, è stata assessora provinciale alla Pubblica Istruzione, insegnante, militante socialista e dirigente dell’Udi. Autrice di numerosi saggi e testimonianze sulla memoria partigiana, tra cui “Mille volte no, Volontarie della libertà e Inseguendo un sogno”, è oggi presidente onoraria dell’Anpi di Perugia. Nel 2021 è stata iscritta all’Albo d’Oro della città di Perugia. Oggi, nel giorno del suo centenario, Perugia le riconosce il più alto dei suoi onori civili: la cittadinanza onoraria, come simbolo di gratitudine e impegno verso chi ha donato la propria vita alla libertà.

Gli interventi La cerimonia si è aperta con l’intervento della presidente del Consiglio comunale Elena Ranfa, che ha coordinato i lavori e sottolineato l’unità di tutte le forze politiche nel sostenere il conferimento della cittadinanza onoraria a Mirella Alloisio. «È un gesto di gratitudine e riconoscenza verso una donna che rappresenta la memoria viva della libertà, un esempio di impegno civile e morale per la nostra comunità». A seguire, il vicepresidente Edoardo Gentili ha definito il riconoscimento «un atto alto e simbolico per la vita istituzionale della città», aggiungendo che «la cittadinanza onoraria è una carezza simbolica che Perugia rivolge a Mirella, un gesto di gratitudine per averci insegnato che la libertà è un dovere che non si spegne mai». Sullo stesso tono si è espresso anche Simone Pampanelli, segretario della Camera del Lavoro Cgil, che ha voluto ricordare il profondo legame di Mirella con il mondo del lavoro e con la storia del sindacato perugino: «Come il suo compagno Francesco Alunni Pierucci, primo segretario della Camera del Lavoro di Perugia nell’Italia liberata, Mirella è stata ed è un punto di riferimento per chi crede nella giustizia e nella solidarietà».

Parola alle sindache La sindaca di Genova Silvia Salis ha ricordato la scelta coraggiosa di Mirella Alloisio, che a soli diciassette anni decise di rischiare la vita per la libertà: «Hai scelto di rischiare la vita, per liberare la tua città e il tuo Paese». Ha poi rievocato il gesto eroico con cui contribuì alla liberazione del porto di Genova, consegnando ai partigiani le mappe delle mine tedesche. «Se oggi qualcuno può permettersi di esprimere nostalgie autoritarie è perché donne come te hanno reso possibile una democrazia che non arretra. La nostra responsabilità è difenderla, ogni giorno, con coraggio e dignità». Nel suo intervento conclusivo, Ferdinandi ha definito il conferimento «una promessa di custodire ogni giorno i valori che Mirella ha testimoniato con la sua vita», rivolgendole infine un saluto commosso: «Cara Mirella, oggi la tua storia entra nella storia della nostra città».

Riconoscimenti e omaggi Durante la cerimonia, Mirella Alloisio ha ricevuto diversi simboli di riconoscimento per il suo impegno civile e politico. Sara Pasquino, presidente dell’Unione donne italiane, ha consegnato una targa a nome dell’Udi nazionale, sottolineando il ruolo delle partigiane nella liberazione femminile e leggendo versi dedicati alla memoria della Resistenza. Massimo Bisca, presidente dell’Anpi provinciale di Genova, ha consegnato una targa e un fazzoletto della brigata Antonio Gramsci, ricordando «il coraggio delle donne che hanno scelto di battersi per la libertà e la pace, ma anche per la dignità e la giustizia sociale». A questi gesti istituzionali si sono uniti i più giovani: una delegazione di studenti delle classi IV e V della scuola primaria Leone Antolini di Ponte Valleceppi ha consegnato a Mirella una lettera letta in sala, in cui esprimevano gratitudine e ammirazione: «L’anno scorso, pochi giorni prima del 25 Aprile, sei venuta nella nostra scuola per raccontarci la tua storia. Abbiamo letto documenti, libri, poesie, visto documentari e film, ma conoscerti e ascoltarti è stato il modo migliore per renderci conto che tutto quello che avevamo appreso tu lo avevi vissuto». Così, tra targhe, riconoscimenti ufficiali e la voce dei più giovani, Mirella Alloisio ha ricevuto un tributo corale che ha unito passato e futuro, memoria e impegno civile.

La risposta di Mirella Al termine della cerimonia, visibilmente commossa, Mirella Alloisio ha preso la parola, ringraziando la città e i presenti: «Beh, io non so come ringraziarvi. Chi sono io? Quello che mi gratifica è sapere che sono cittadina perugina e accolta con affetto dalla città e dal mondo femminile. Cercherò, per quello che mi rimane da vivere, di fare per la città, di dedicare ai cittadini, e in particolare alle cittadine, quello che posso dare del mio impegno politico e culturale». Le sue parole sono state accolte da un lungo applauso che ha riempito la Sala dei Notari, suggellando non solo la gratitudine della città, ma anche la continuità di un impegno civile che attraversa generazioni. In quel momento, il passato della Resistenza e il presente della città si sono fusi, ricordando a tutti che la libertà, la democrazia e la giustizia sociale sono valori da custodire e difendere ogni giorno.



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