di Fabio Toni
Oltre ottanta persone a Terni, fra rilevatori e coordinatori dell’ultimo censimento, chiedono garanzie per il lavoro svolto. Si tratta per lo più di giovani, studenti, disoccupati, persone che non possono contare su uno stipendio fisso e sicuro. «Promesse tante, soldi – per ora – niente», affermano.
Il lavoro Hanno partecipato al bando per il 15° censimento della popolazione, svolgendo il proprio compito dal 10 ottobre a metà febbraio, in maniera precisa e puntuale. «Abbiamo garantito l’apertura dei sei centri di raccolta distribuiti sul territorio comunale – spiegano – offrendo una disponibilità totale. Per questo lavoro avremmo dovuto percepire circa 2.500 euro lordi per l’intero periodo, oltre a un bonus di 800 euro per il raggiungimento di determinati parametri».
Le promesse Non è tanto il ritardo a preoccupare, quanto le promesse disattese. «Ci era stato detto che quando il comune di Terni avrebbe ottenuti i fondi dall’Istat, le nostre spettanze sarebbero state saldate. A Natale gli addetti del Comune hanno annunciato l’arrivo della prima tranche che ci avrebbe permesso di ottenere un acconto di 250 euro lordi. Qualcuno ha aperto anche il conto corrente per incassare la somma, presentando la documentazione con tanto di marca da bollo per la ricevuta. Poi più nulla». Il secondo annuncio risale a gennaio: tutti sperano che sia quello giusto. Ma le attese vengono smentite un’altra volta.
Gruppo su Facebook «Abbiamo chiesto chiarimenti – spiegano – ma ci siamo un po’ scoraggiati di fronte ai continui rimpalli di responsabilità fra gli uffici comunali. Ancora non abbiamo capito se i soldi sono arrivati o meno. Stando alle promesse sì, ma è lecito avere dubbi». Per seguire con attenzione la vicenda, i rilevatori hanno anche aperto un gruppo su facebook dal nome eloquente: «Sopra la panca la capra campa».

