di Ivano Porfiri
Potrebbe avvenire ad Assisi il passaggio cruciale per la scalata del cardinale Gualtiero Bassetti al vertice della Conferenza episcopale italiana. Il criterio scelto per la nomina – e reso noto da Bagnasco in conferenza stampa – è frutto di una mediazione tra la linea voluta da Papa Francesco (che voleva fossero direttamente i vescovi a votare il loro presidente) e la consuetudine, ovvero la scelta autonoma del Pontefice dopo una serie di consultazioni.
La triade Lo statuto della Cei, alla fine, cambia secondo una terza via: i vescovi indicheranno non uno, ma tre nomi, mantenendo così un legame “particolare” con il Papa (le altre conferenze episcopali nel mondo sono autonome nella scelta del loro vertice). La soluzione, ha spiegato Bagnasco sta in un «riconoscimento del ruolo unico del Papa, ma c’è anche un riconoscimento della partecipazione dei vescovi alla nomina». La terna sarà composta, quindi, dai vescovi più votati e che dovranno aver superato la soglia del 50% dei suffragi.
Bassetti e Assisi L’Umbria giocherà un ruolo chiave nella scelta del presidente della Cei. Per due motivi: il primo, noto a tutti, è che il cardinale Gualtiero Bassetti è considerato da uno dei nomi più accreditati per la successione a Bagnasco. Non l’unico, ma la sua vicinanza spirituale e in tema di visione della Chiesa con Papa Francesco, lo pongono sicuramente in una posizione privilegiata in caso rientrasse tra i tre nomi. Ma in questo è possibile anche che Bassetti giochi in casa: sarà il Papa a decidere quando i vescovi voteranno i tre presuli da sottoporgli e una delle ipotesi è che ciò avvenga a novembre, quando è in programma ad Assisi un’assemblea generale straordinaria. Quale occasione migliore e quale luogo migliore? Assisi, la città del Poverello cui Bergoglio ha ispirato il suo Pontificato nel nome della Chiesa povera, stesso principio cui quotidianamente Bassetti si basa per guidare l’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve e la Conferenza episcopale umbra.
