di Ma.So. Gia.

Liliana Segre è cittadina onoraria di Terni. Lo ha stabilito con voto unanime (26 su 26) il consiglio comunale di mercoledì 20 aprile. A presentare l’atto il consigliere Dem Francesco Filipponi. Il primo firmatario e proponente è il capogruppo di Senso Civico Alessandro Gentiletti, ma oggi era assente a causa del covid. In seguito il documento è stato sottoscritto da molti consiglieri comunali e aveva ottenuto parere unanime alla conferenza dei capigruppo. Ora con questo nuovo step di Palazzo Spada è definitivo il conferimento dell’onorificenza per cui si terrà una cerimonia simbolica.

Liliana Segre Filipponi leggendo l’atto ha ricordato la vita travagliata della senatrice quando a 13 anni fu deportata in un campo di concentramento nazista  dove perse il padre e i nonni. Nel gennaio del 1945 affrontò la marcia della morte verso la Germania e dei 176 bambini italiani deportati Liliana era una degli unici 25 sopravvissuti.  Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha nominato Segre senatrice a vita ma a distanza di 75 anni la donna è soggetta ancora a messaggi di odio per la quale è sotto scorta. «La cittadinanza onoraria che molti comuni hanno applicato è un simbolo per tutte le vittime della discriminazione e dell’odio».

La discussione Tanti i messaggi dei consiglieri di ogni schieramento politico da Paolo Cicchini della Lega che si è detto « orgoglioso di votare questo atto perché è un impegno che una città deve assumere nei confronti di quanto accade». Intervenuti anche Federico Pasculli (M5s), Monia Santini e Rita Pepegna (Fdi) che hanno ricordato come la guerra vissuta da Liliana Segre non sia così distante da noi né geograficamente né nel tempo. Per Rita Pepegna «questo è un voto favorevole a tutti coloro che stanno soffrendo e vivendo un momento tragico ma non parliamo solo dell’Ucraina parliamo anche della Siria, la guerra esiste e sta vicino a noi. Non parliamo di 70 anni fa ma di adesso quindi il voto che diamo alla Segre lo diamo a tutti quelli che stanno soffrendo e hanno sofferto perchè la guerra è una vera schifezza».

 

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