«Il Comune di Orvieto ha avviato formalmente il procedimento, nei confronti della società Basalto la Spicca, per presunte violazioni delle norme in materia di inquinamento acustico». A renderlo noto è il comitato amici del Botto che aveva presentato, proprio alla sindaca Roberta Tardani, una istanza apposita per evidenziare il problema del rumore nella cava che disturba per ora i residenti della zona. Tra le osservazioni, che saranno esaminate dalla Conferenza dei Servizi, è stato presentato anche un report di misurazione del rumore dal quale è emerso «un notevole superamento, di circa il doppio, dei limiti di legge, causato dall’impianto di frantumazione». Un impianto che, ricordano i rappresentanti del comitato, «sta proprio sotto l’abitato del Botto, attivo 8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana per tutti i giorni lavorativi dell’ anno e che adesso vorrebbero portare a 10 ore al giorno per 330 giorni all’anno».
Il procedimento Il Comune di Orvieto, ha quindi avviato il procedimento per le «presunte violazioni delle norme in materia di inquinamento acustico per la verifica dei superamento dei limiti differenziali prodotti dall’impianto trasformazione individuando il responsabile comunale del procedimento». Nel frattempo la Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio dell’Umbria, ha dichiarato di interesse particolarmente importante e sottoposto a vincolo il podere spicca che sarebbe stato demolito a seguito dell’ampliamento della cava. Prosegue dunque la lotta del comitato amici del Botto che continua a chiedere che« le competenti autorità verifichino il rispetto della legge. Infatti – concludono – , per l’ampliamento richiesto dalla società basalto La Spicca non è stata effettuata la Vas (Valutazione ambientale strategica) che avrebbe dovuto valutare ogni impatto sull’ambiente».
