«Sollecitati da più parti dai mezzi di informazione in merito alla vicenda che vede coinvolto il Presidente del Consiglio, esprimiamo smarrimento, sconcerto e preoccupazione». Lo dichiara il custode del Sacro Convento, padre Giuseppe Piemontese a proposito del caso Ruby, anche se – precisa – «non ci sentiamo di dare giudizi di fronte a nessuno; su tutto e su tutti coltiviamo sempre la presunzione di innocenza».
«San Francesco ci esorta, infatti, a non giudicare coloro che vivono nel mondo e coloro che sono ‘vestiti di abiti molli e colorati ma piuttosto ciascuno giudichi e disprezzi se stesso’ – continua padre Piemontese -. Da questa situazione sorge spontaneo l’invito a leggere e meditare la Lettera di San Francesco ai ‘Reggitori dei Popoli’ nella quale si esortano i governanti a tener presente la prospettiva della vita eterna, a guardare oltre l’immediato e a sapere che tutti verranno giudicati: ‘…vi prego con tutta la riverenza di cui sono capace, che a motivo delle cure e preoccupazioni di questo mondo, che voi avete, non vogliate dimenticare il Signore … tutti coloro che dimenticano il Signore e si allontanano dai suoi comandamenti saranno dimenticati da Lui …’. Così San Francesco, nella sua lettera ai reggitori dei popoli, sembra possa rappresentare ancora oggi una luce in mezzo a tanto buio». «La comunità francescana conventuale di Assisi – conclude il sacerdote – si pone oggi in atteggiamento di preghiera per tutte le persone che possono essere o che sono coinvolte in simili vicende o in analoghe situazioni».
Alleghiamo qui la LETTERA DI SAN FRANCESCO AI REGGITORI DI POPOLI
«A tutti i podestà e ai consoli, ai giudici e ai reggitori di ogni parte del mondo, e a tutti gli altri ai quali giungerà questa lettera, frate Francesco, vostro servo nel Signore Dio, piccolo e spregevole, a tutti voi augura salute e pace.
Considerate e vedete che il giorno della morte si avvicina. Perciò vi prego con tutta la riverenza di cui sono capace, che a motivo delle cure e preoccupazioni di questo mondo, che voi avete, non vogliate dimenticare il Signore né deviare dai suoi comandamenti, poiché tutti coloro che dimenticano il Signore e si allontanano dai suoi comandamenti, sono maledetti e saranno dimenticati da lui.
E quando verrà il giorno della morte, tutte quelle cose che credevano di possedere saranno loro tolte. E quanto più sapienti e potenti saranno stati in questo mondo, tanto maggiori tormenti patiranno nell’inferno. Perciò io con fermezza consiglio a voi, miei signori,che, messa da parte ogni cura e preoccupazione, riceviate con animo benigno il santissimo corpo e il santissimo sangue del Signore nostro Gesù Cristo, in santa memoria di lui.
E vogliate offrire al Signore tanto onore in mezzo al popolo a voi affidato, che ogni sera si annunci, mediante un banditore o qualche altro segno, che all’onnipotente Signore Iddio siano rese lodi e grazie a tutto il popolo. E se non farete questo, sappiate che voi dovrete renderne ragione davanti al Signore e Dio vostro Gesù Cristo nel giorno del giudizio. Coloro che riterranno presso di sé questo scritto e lo metteranno in pratica, sappiano che sono benedetti dal Signore Iddio. (S. Francesco)(FF. 210)».

