Prosegue la ricerca della verità sul caso della scomparsa di Barbara Corvi. Oggi si è tenuta una riunione della Commissione antimafia regionale; il 10 giugno è atteso l’incidente probatorio relativo alla nuova indagine aperta dalla Procura di Terni.

A Palazzo Cesaroni questa mattina è stato ascoltato il sindaco di Amelia, Avio Proietti Scorsoni, per un confronto sulle iniziative da intraprendere di concerto con l’amministrazione comunale, e la giornalista Manuela Iatì, per ricostruire i passaggi dell’inchiesta della trasmissione televisiva ‘Far West’ (dicembre 2024).

«Con il sindaco di Amelia Proietti Scorsoni – le parole del presidente della Commissione Fabrizio Ricci in una nota – abbiamo parlato di collaborazione istituzionale riscontrando la sua massima disponibilità e quella dell’amministrazione comunale a sostenere e ad essere accanto ai familiari e al comitato ‘Barbara Corvi’, per tenere sempre più
viva la memoria e l’attenzione sulla vicenda. Poi il racconto della giornalista Manuela Iatì della trasmissione ‘Far West’ di Rai Tre che ha curato e realizzato un’inchiesta giornalistica sulla scomparsa di Barbara Corvi». 

Importante, questa la riflessione fatta in Commissione, continuare a parlare della vicenda. E’ stata approvata infatti «l’idea dell’Osservatorio regionale di produrre un docufilm che verrà realizzato da ‘La Via Libera’, un progetto editoriale del Gruppo Abele di cui Don Ciotti è direttore editoriale. Avremo così – continua Ricci – la possibilità di poter finanziare questo documento audiovisivo che sarà un ulteriore strumento utile a tenere viva l’attenzione sul caso».  La Commissione poi, a breve, organizzerà ad Amelia un appuntamento a cui verranno, tra gli altri, invitati la famiglia di Barbara Corvi e la comunità amerina.

Intanto, la Procura di Terni, come noto, ha riaperto le indagini sulla donna scomparsa da Montecampano di Amelia nel 2009. Di nuovo indagato, per omicidio e occultamento di cadavere, l’ex marito Roberto Lo Giudice e suo fratello Maurizio. L’incidente probatorio a giugno: verranno svolti degli accertamenti di carattere biologico sulle cartoline recapitate ai figli di Barbara Corvi pochi giorni dopo la sua scomparsa. Le eventuali tracce biologiche saranno confrontate con i profili dei due indagati, ma anche col Dna dell’uomo col quale Barbara aveva avuto una relazione extraconiugale (che non è indagato).




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