Una processione tanto suggestiva quanto antica che rievoca la passione di Cristo con grida lamentose di uomini e donne che per quattro chilometri si trascinano a piedi sotto il peso delle catene.
Via crucis a Cascia Sarà di scena venerdì alle 21.30 nel caratteristico centro storico di Cascia la antica via crucis che da sette secoli si tramanda di generazione in generazione, affondando le proprie radici in un territorio, quello che ha dato i natali a Santa Rita, «geloso delle proprie tradizioni ma allo stesso tempo – si legge in una nota – aperto a chi vuol conoscere lo stile di vita di una popolazione, legata alle sue secolari lotte con una aspra natura, trova nella Settimana Santa una culla e un ricettacolo di un misticismo autentico e perenne».
Processione di 4 km con catene In questo contesto «la processione del Venerdi Santo diventa il luogo di una memoria collettiva aprendo a quelle emozioni che, per via genetica, questa gente si è trasmessa. Il travaglio dell’uomo – prosegue il comunicato – che sente il bisogno di espiare, lo si vive in maniera drammaticamente suggestiva in questa processione antica di sette secoli. Per quattro chilometri una lunghissima catena processionaria, alla luce di torce, ammutolisce nel rievocare la passione di Cristo: il grido lamentoso di uomini e donne, che all’unisono intonano il “Miserere”, e lo strisciare impietoso delle catene, che i Penitenzieri legano ai piedi nudi, sono gli unici squarci sonori in una notte carica di misteri».
Venerdì Santo nel centro di Cascia Le stazioni della via crucis, dipinte su stendardi, «si drammatizzano in una sacra rappresentazione che replicano agli eventi di 2000 anni fa. La bara del Cristo morto, trasportata a spalla, chiude la lunga fila di penitenzieri, anonimi espiatori, che nascondono il loro corpo e il loro volto sotto una veste e un cappuccio nero quasi a volersi confondere con le tenebre della notte e sotto il peso della croce».

“emozioni che per via genetica questa gente si è trasmessa”…pazzesco.