di G.O.

È già arrivata la presa di posizione da parte di alcuni commercianti, sia nel ternano che nel perugino, che, estenuati dal peso delle bollette, hanno deciso di aderire alla campagna Bollette in vetrina, lanciata da Confcommercio nazionale. Ora si pensa a una mobilitazione di più ampio raggio che possa coinvolgere tutte le principali piazze della regione, ad opera di Confcommercio Umbria. Una manifestazione simbolica che possa dar voce alle varie categorie di imprese duramente colpite dai rincari, la cui situazione non dà segni di miglioramento. Le stime delle organizzazioni rappresentative, infatti, fanno temere la chiusura di alcune imprese.

A fuoco i conti L’appuntamento è fissato per lunedì 5 settembre, intorno alle 11, in tutte quelle piazze che accolgono le principali istituzioni regionali tra Perugia, Terni, Assisi e altre. A partecipare saranno i responsabili di varie aziende regionali che faranno da esempio di un disagio comune a molte categorie. «Tra i settori produttivi che sono stati colpiti per primi dalla crisi energetica – spiega Confartigianato Umbria – figura la maggior parte dei settori caratteristici dell’economia regionale umbra: ceramica, cemento, carta, metallurgia, chimica, tessile, materie plastiche e alimentare, pubblici esercizi». Per aderire all’iniziativa di lunedì gli imprenditori umbri porteranno nella loro piazza di riferimento le bollette della luce ricevute degli ultimi mesi e saranno chiamati collettivamente a dare fuoco alle ricevute.

Città al buio L’iniziativa non finisce qui, perché, sempre nella serata di lunedì, le attività interessate saranno chiamate anche a spegnere le luci di vetrine e insegne, «lasciare i centri storici al buio darà un segnale», afferma Sergio Mercuri, presidente di Confcommercio Perugia. Le preoccupazioni non lasciano scampo alle speranze, «molte imprese, in particolare nel settore del turismo, potrebbero decidere di rimanere chiuse nel periodo invernale perché i costi fissi sono superiori agli incassi», spiegano da Confcommercio. Dall’ufficio studi di Confartigianato si stima che «se nei prossimi quattro mesi i prezzi dell’elettricità non diminuissero, i maggiori costi per i piccoli imprenditori umbri raddoppierebbero nel 2022 rispetto al 2021». Parlando in termini di cifre si passerà da una spesa di 338 milioni a un totale di 675 milioni di euro.

L’impatto sui cittadini Sono necessarie misure sull’economia reale, secondo Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Umbria, che sottolinea: «l’Umbria deve fare la sua parte per dare un futuro alle imprese, soprattutto alle piccole e medie imprese, che in assenza di garanzie non possono continuare a produrre in perdita». «Se al momento assistiamo a riduzioni dei livelli produttivi delle piccole e medie imprese umbre – conclude Franceschini – l’impatto sui livelli occupazionali sarà immediatamente conseguente, le famiglie umbre rischiano di trovarsi, in autunno, di fronte alla riduzione dei redditi e a incrementi di costi molto rilevanti per le bollette».

 

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