Anche la Caritas di Foligno si prepara ad attivare il progetto Rifugiato a casa mia. Dopo l’appello di Papa Francesco rilanciato in Umbria dal cardinale Gualtiero Bassetti, nella città della Quintana si fa largo quella forma di accoglienza diffusa offerta a rifugiati e titolari di protezione internazionale che in Italia, ormai da un paio di anni, è stata sperimentata in alcune realtà. «»
Caritas Foligno attiva ‘Rifugiato a casa mia’ Ad annunciare la possibilità di aderire al progetto, che da una parte garantisce un’accoglienza qualitativamente migliore a chi arriva nel nostro Paese, ma che rappresenta anche uno strumento per riassegnare centralità alla famiglia, pensata come luogo fisico e sistema di relazione, è direttamente il direttore della Caritas di Foligno, Mauro Masciotti:«Stiamo lavorando affinché sia presto possibile contemplare questa possibilità e sono già molte le diocesi che in Italia hanno avviato con successo questo percorso. Le famiglie del territorio che lo desiderano possono, quindi, già esprimere la propria adesione agli uffici della Caritas».
«Accoglienza diffusa è migliore» Le famiglie che formalizzeranno la propria disponibilità e che eventualmente saranno selezionate dalla struttura diocesana beneficeranno di un supporto materiale mentre gli operatori guideranno i nuclei famigliari passo dopo passo verso l’accoglienza, che potrà estendersi fino ad un massimo di un anno. L’occasione, come si diceva, trae rinnovata linfa dall’appello di Papa Francesco di domenica scorsa affinché la comunità cristiana non si chiuda ai bisogni di chi scappa. «A Serrone – riprende il Direttore della Caritas – c’è stata un’esperienza molto positiva di integrazione dei profughi, ospiti della Casa di accoglienza Caritas, con la piccola comunità. Sebbene diversa da Rifugiato a casa miaquesta storia può insegnarci molto». Per maggiori informazioni o per segnalare il proprio interesse è possibile chiamare lo 0742.357337 ore 9-13.
