di Iv. Por.
La buona notizia è che non ci sono le finaliste dello scorso anno Lille e Strasburgo, in quanto spesso chi vince è arrivato in finale l’anno precedente. Ma ci sono due città rientrate nella shortlist delle semifinaliste: Budapest e la francese Dijon, che a questo punto partiranno con i favori del pronostico. E poi altre 4 capitali. Sono 18 in totale, compresa Perugia, le città medio-grandi che hanno presentato la loro candidatura a Capitale verde europea 2022. Altre 18 città tra i 20 e i 100 mila abitanti, invece, si contenderanno il titolo di ‘Foglia verde europea’ 2021. Nei 13 anni da quando è nata la competizione mai c’era stato un numero così alto di partecipanti, soprattutto dal Sud e dall’Est Europa.
CAPITALE VERDE: IL DOSSIER DI PERUGIA
Le 18 contendenti Oltre a Perugia, ci sono altre due italiane: Parma e Torino; le francesi Dijon, Grenoble e Lione; le polacche Gdańsk, Katowice, Cracovia e Poznań; le ungheresi Budapest e Pécs; poi Belgrado (Serbia), Maribor (Slovenia), Murcia (Spagna), Sofia (Bulgaria), Tallin (Estonia) e Zagabria (Croazia).
VIDEO: LA PROCLAMAZIONE DI LAHTI
Il percorso Perugia ha da qualche settimana presentato pubblicamente il suo dossier presentato a Bruxelles. Dopo una prima fase di preselezione, tesa ad accertare il rispetto dei requisiti formali, che si concluderà tra la fine del 2019 e gennaio 2020, la fase di prima valutazione sarà realizzata da un panel di 12 esperti esterni e indipendenti, che per ogni candidatura che ha superato la preselezione formuleranno un parere tecnico. Al termine di questa valutazione (primavera 2020) verrà compilata una shortlist dei candidati selezionati, che sarà trasmessa alla giuria, accompagnata da un report tecnico. Nella seconda fase della valutazione i membri della shortlist saranno invitati a presentare una strategia di comunicazione, sostenuta da piani d’azione, che descriva come intendano realizzare le attività in caso di vittoria. Quindi, a inizio estate la proclamazione della vincitrice, con la cerimonia che avverrà a giugno a Lisbona.
Onori e oneri Il riconoscimento, come noto, detenuto quest’anno da Oslo, il prossimo da Lisbona e nel 2021 dalla finlandese Lahti, premia l’impegno a tutelare e migliorare l’ecosistema urbano e a ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici. «Siamo in una crisi climatica – commenta il commissario europeo all’Ambiente Karmenu Vella -. Le città sono nella frontiera del cambiamento climatico e le prime che possono dare una svolta. Le città europee sempre di più stanno capendo che diventando più verdi possono offrire una buona qualità della vita ai loro cittadini e proteggere le aziende dai rischi ambientali. Ma il titolo viene insieme a una grande responsabilità, quella di diventare per sempre un ambasciatore globale della leadership ambientale dell’Europa, perché le città di tutto il mondo – compresa New York – stanno imparando da quelle europee la strada verso la transizione ambientale».
European Green Leaf Invece, per il titolo di European Green Leaf 2021 sono in lizza: Avignon (Francia); Bistriţa (Romania); Carballo (Spgna); Çiftlikköy (Turchia); Coswig (Germania); Elsinore (Danimarca); Gabrovo (Bulgaria); Kemi (Finlandia); Lappeenranta (Finlandia); Nyborg (Danimarca); Oliveira do Hospital (Portogallo); Riba-Roja de Túria (Spagna); Ringkøbing-Skjern (Danimarca); Sombor (Serbia); Tauragė (Lituania); Valmiera (Lettonia); Viana do Castelo (Portogallo); Vichy (Francia).
