E’ Varna la Capitale europea dei giovani 2017. La decisione è stata comunicata in serata a Cluj, in Romania, che è Capitale per quest’anno. Seconda delusione, dunque, per Perugia, che era tra le finaliste. Il capoluogo umbro si consola con i titolo di Capitale italiana dei giovani 2015.
Verdetto L’annuncio della vittoria di Varna su perugia, Galway e Cascais (che era data favorita), rilanciato via Twitter, è stato dato a Cluj-Napoca (Romania) nel corso della Fiera delle Associazioni del European Youth Forum – Forum Europeo dei Giovani, organismo che assegna il titolo con la collaborazione del COE. Quattro ragazzi parteciperanno in rappresentanza di Perugia e dell’Umbria. Il Forum Regionale dei Giovani aveva deciso di organizzare un aperitivo presso il 100dieci café in via Pascoli per seguire, a partire dalle 18, la cerimonia di proclamazione in diretta web (twitter e web radio).
La candidatura Il percorso di candidatura di Perugia a Capitale europea dei giovani 2017 (unica città italiana a partecipare a questa sfida) è partito nella seconda parte del 2013 da un gruppo di giovani attivi in Umbria, anche grazie allo stimolo rappresentato dalla candidatura di Perugia a Capitale europea della cultura 2019 e con il supporto di Regione Umbria e Comune di Perugia. Un percorso condiviso che ha portato alla adesione di 96 associazioni e poi al sostegno di numerose istituzioni della regione. Il progetto di candidatura affronta e integra diverse tematiche: creazione di un modello di partecipazione attiva per i giovani nella città e nella regione; apprendimento interculturale in una dimensione europea; mobilità giovanile in Europa; incentivazione dell’espressività creativa; educazione e promozione dei diritti dell’uomo; educazione non formale ed educazione alla pari; inclusione sociale dei giovani con meno opportunità; disoccupazione e lavoro giovanile; volontariato.
Auguri dalla Regione «Un sincero ‘in bocca al lupo’ alla città di Perugia e al Forum regionale dei giovani» è arrivato dalla vice presidente della Giunta regionale dell’Umbria, con delega alle politiche giovanili, Carla Casciari. «Quanto fatto finora – ha detto Casciari – è un brillante esempio di partecipazione giovanile dal basso, che dal nucleo originario di Perugia ha poi interessato tutta la regione, coinvolgendo un numero crescente di associazioni. Si tratta di un percorso di sviluppo che vale per la città e per tutta l’Umbria. La Regione ha partecipato alla candidatura sostenendo il Forum regionale dei giovani anche con risorse proprie, in quanto siamo convinti che esso rappresenti il giusto slancio per intraprendere azioni che, sempre con maggior vigore, riportino le tante ragazze e tanti ragazzi del territorio a riappropriarsi degli spazi di partecipazione e coinvolgimento che gli sono propri. A prescindere dall’esito di domani – conclude l’assessore – Perugia è già stata individuata come Capitale italiana dei Giovani per il 2015, un riconoscimento prestigioso da parte della Presidenza della Repubblica che onora la città e le sue istituzioni, questo dovrà rappresentare non un punto di arrivo ma di partenza per la programmazione di iniziative che sappiano valorizzare il ruolo dei giovani quali protagonisti del loro e del nostro futuro».
Capitale della cultura Intanto Linda Lanzillotta torna a spronare il ministro Franceschini sul progetto di fare delle finaliste della Capitale europea della cultura (Perugia, Lecce, Cagliari, Siena e Ravenna) Capitali italiane della cultura 2015. «Chiediamo che il Governo si impegni per la promozione delle città che puntano a valorizzare i loro asset culturali. Serve un piano unico che metta assieme Destinazione Italia, Programma Italia 2019 e Capitale italiana della cultura per evitare che l’intera operazione venga vanificata dalle complessità burocratiche». «Nel decreto cultura – aggiunge – si prevedeva che, con decreto ministeriale da emanare entro il 30 settembre 2014, fosse adottato il Programma Italia 2019 e fosse istituita la Capitale italiana della cultura. Mentre la parte sul Programma Italia 2019 non è stata ancora attuata è stata approvata dalla Conferenza unificata una bozza di decreto ministeriale sulla Capitale italiana della cultura. E, per questo, si stanzia 1 milione di euro complessivo, appena 200 mila euro per ogni città. Un’altra norma per la quale si attende ancora il decreto attuativo è l’articolo 13 comma 24 del decreto-legge 145/2013 (“Destinazione Italia”) che prevede uno stanziamento fino a 500 milioni di euro per interventi di valorizzazione delle città. E’ questa parcellizzazione dei fondi e dei relativi progetti che proprio non va – spiega Lanzillotta – Invece di valorizzare le città puntando ad un intervento coordinato si è scelto di spezzettare i pochi finanziamenti previsti in diversi rivoli che però così non serviranno a nessuno».
