di Stefania Supino
È partito lunedì intorno alle 8.30 da piazza Partigiani, a Perugia, il corteo di studenti e genitori del liceo scientifico Galeazzo Alessi di Perugia. La manifestazione è stata organizzata per protestare contro la gestione dell’istituto, guidato da fine febbraio da Laura Carmen Paladino; nel mirino, in particolare, il caos sugli esami di certificazione Cambridge ma non solo; la preside è accusata di non aver dato risposte riguardo i gravi disservizi che segnalano gli studenti, i genitori e gli insegnanti.
Il corteo Ad aprire il corteo – al quale hanno partecipato oltre 1.200 persone – uno striscione con scritto «Salviamo l’Alessi». Altri parlano di un Alessi che «merita stabilità» e anche delle certificazioni Cambridge. Critiche ovviamente anche per la preside. Il corteo è arrivato intorno alle 9.20 sotto la sede dell’Ufficio scolastico regionale, dove i genitori hanno letto un documento in cui si dà conto delle ragioni della protesta.
FOTOGALLERY: IL CORTEO E LA PROTESTA
L’incontro Il dirigente dell’Usr, Sergio Repetto, ha ricevuto una delegazione per discutere con alunni e genitori i problemi dell’istituto: per fornire un quadro completo della situazione occorrerà attendere l’esito del lavoro degli ispettori, inviati ormai molte settimane fa. Alla fine dell’incontro durato circa un’ora Elisa Romano, uno dei genitori, ha spiegato che la riunione «si è conclusa con una promessa. Repetto ci ha ascoltati, e di questo confronto siamo molto contenti e fiduciosi. Adesso siamo in attesa della decisione degli ispettori dell’Ufficio scolastico regionale». Un primo passo perciò che sembra rassicurante a detta della delegazione, con la speranza che per il nuovo anno scolastico possano esserci dei cambiamenti.
La lettera I problemi che lamentano, ormai da mesi, gli studenti, i genitori e gli insegnanti sono molteplici. Nella lettera si parla di mancanza di materiali essenziali e materiale di consumo, mancata organizzazione di gite scolastiche, impossibilità di acquisire certificazioni avanzate che, insieme ad una mancanza di serenità e dialogo, sta portando – sostengono i genitori – all’instaurazione di un clima di tensione e paura che non favorisce non solo l’apprendimento tecnico degli studenti ma anche una crescita umana degli stessi.
Class action Oltre a ciò, c’è la preoccupazione per l’esame di maturità che dovranno sostenere a giugno le classi quinte e in particolare la «mancanza di organizzazione». In merito agli esami Cambridge – di lingue e di fisica – l’impegno e il denaro sono andati persi: «Ogni singolo studente metterà un proprio avvocato per ottenere un rimborso dei soldi oppure stiamo valutando una class action per poter venire incontro a tutti» fa sapere la delegazione. «Pretendiamo un cambiamento reale» hanno concluso i manifestanti.
Tizi e Barcaioli Presente all’Usr anche l’assessora comunale all’Istruzione, Francesca Tizi, che ha sostenuto come «il Comune è in prima linea quando c’è un disagio, per capire se è necessario intervenire e – ha aggiunto – siamo qui per ascoltare e garantiamo la nostra vicinanza agli studenti e alle famiglie qui presenti». In una nota l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, ha allargato il ragionamento chiedendo che l’Usr «mostri maggiore determinazione nel porre al centro il benessere degli studenti per ciò che concerne la situazione del Liceo Alessi, dell’Istituto Comprensivo Perugia 12 di Ponte San Giovanni e della scuola media Cocchi-Aosta di Todi».
Ponte San Giovanni e Todi In particolare a Ponte San Giovanni si registra un forte calo degli studenti (-28 per cento) e Barcaioli parla di «qualcosa che si è incrinato» fra la dirigente e l’istituto: «È indispensabile intervenire con decisione – dice – perché dietro ogni numero c’è un quartiere di quasi 20mila abitanti che rischia di perdere un presidio educativo indispensabile». A Todi invece ci sono diverse difficoltà legate all’organizzazione scolastica che stanno determinando «un clima di incertezza che ha inciso sulla stabilità dell’ambiente scolastico, dando luogo a numerosi trasferimenti di docenti e personale amministrativo». «Le istituzioni – conclude – non possono limitarsi ad amministrare l’esistente, serve visione e coraggio per rimettere gli studenti al centro, ascoltando la loro voce».
