di Chiara Putignano e Maria Giulia Pensosi
Ogni anno, durante il periodo estivo, saltano agli onori delle cronache innumerevoli casi di abbandono di animali domestici. Quelli che dapprima erano i migliori amici a quattro zampe, per un motivo o per un altro, finiscono sul ciglio di una strada o legati a un palo o motivo di una chiamata al rifugio più vicino. Umbria24 ha chiesto a enti e associazioni del territorio quanto il fenomeno impatti anche sul Ternano e per osservare più da vicino un altro mondo: quello delle adozioni. Cercando anche di dare una risposta alla domanda: «Se trovo un animale in strada, cosa posso fare? Come posso aiutarlo?». È emerso che l’elevato numero di gatti in strada è la mancata sterilizzazione del felino; per i cani è tutta un’altra storia quella che ci hanno raccontato i volontari: «Fondamentale il microchip».
Gatti Per gli animali ‘artigli e fusa’, il tema centrale, a sentire chi se ne occupa, è la sterilizzazione: non esclusivamente una questione di salute dei pelosetti, ma uno dei modi per arginare la possibilità di un futuro abbandono dei cuccioli neonati. Per quanto riguarda il mondo dei mici a far luce sulla questione è Nadia Panarese, presidente di ‘Gatti in vetrina’: «La maggior parte dei gatti adulti non sono sterilizzati, quest’anno ne abbiamo presi moltissimi. Il problema in sé – spiega Nadia – non è tanto l’abbandono, quanto la mancanza appunto di sterilizzazione». Stessa problematica viene sottolineata anche dalla volontaria e guardia zoofila di Enpa Terni, Maria Antonietta Cardarilli: «Gli abbandoni reali esistono, ma molte delle chiamate che riceviamo come ente sono dovute a cucciolate nate in casa, che poi non si vogliono più tenere». Sulla tematica della mala gestione dell’animale all’interno del contesto domestico, torna la numero uno di ‘Gatti in vetrina’: «Tanta incuria. Non c’è una legge che obblighi a tenere il gatto in casa, molti sono lasciati liberi e per questo si spostano e si riproducono». Quindi per fermare o quantomeno mettere un freno al fenomeno dei gatti in strada una possibile soluzione è quella delle sterilizzazioni.
Cani Storie di cani abbandonati, legati a un palo o abbandonati nelle campagne si sentono ovunque, soprattutto nel periodo estivo. «Il modo migliore per arginare il fenomeno dell’abbandono sono adozioni consapevoli e microchippatura – spiega Stefania Sebastiani, presidente del rifugio di Monte Argento -. Molti privati evitano questa pratica, rischiando di contribuire al fenomeno del randagismo. Per quanto riguarda le adozioni invece, offriamo dei percorsi con un’addestratrice cinofila, sia per gli animali che per le persone, affinché l’adozione possa essere più duratura e salutare possibile». «Al momento il canile ospita una settantina di cani, negli ultimi due anni abbiamo fatto pochissimi ingressi perché a breve inizieranno i lavori di ristrutturazione del rifugio. Il senso del canile si racchiude in due punti: favorire il più possibile le adozioni e garantire il benessere di quei cani che, purtroppo, non usciranno mai. Ci sono diversi casi di animali sequestrati o sottratti a situazioni particolari e che hanno delle evidenti problematiche comportamentali. Per loro, c’è un lungo percorso con la nostra educatrice, ma non sempre è possibile l’adozione». «Un’altro tema legato agli abbandoni – spiega Sebastiani – è la difficoltà di accesso ai requisiti richiesti per la rinuncia di proprietà. Molto spesso la burocrazia è ostica al punto che, anche in casi di reale necessità, si hanno difficoltà a trovare una nuova collocazione al proprio amico a quattro zampe. Alcune persone alla fine scelgono di incatenare il cane in campagna, piuttosto che lasciarlo davanti ai canili. Chi abbandona lo fa per superficialità, per poca cultura e informazione del mondo animale e anche a causa di una scarsa sensibilità al benessere dell’animale. Come evitarlo? Con adozioni consapevoli, pensate e non fatte d’impeto o per capriccio».
Cosa fare se si trova un gatto o un cane in strada? Quando si trova un gatto o un cane in strada i comportamenti da seguire sono differenti. Se un micio viene smarrito dal proprietario, ritrovarlo può essere un impresa. «Si tratta di animali ai quali difficilmente viene messo il chip, in più si spostano molto», spiega Roberto Crobu, referente per l’associazione Alis, cooperativa che gestisce il canile di Colleluna. «Per il cane – continua Crobu – la procedura è più o meno questa: si chiamano gli agenti locali, che a loro volta avviseranno la Usl 2, una volta accalappiato l’animale verrà portato nel canile sanitario più vicino, nel caso di Terni, al momento, è il ‘Camilla Residence’. Dopodiché l’animale verrà sottoposto a tutti i controlli del caso facendo, se necessario, un periodo variabile di ‘quarantena’. Tutti i cani che in quel periodo non vengano reclamati dai padroni o che sono sprovvisti di chip, vengono spostati nei rifugi più vicini. Altro è il caso in cui il cane, avvistato più volte nei pressi della propria abitazione e appurato che non vi sia un padrone a richiederlo, venga accolto in casa di singoli cittadini. In quel caso, avvisando gli uffici preposti si può richiedere un affidamento e magari, successivamente, un’adozione». Anche nel caso di rinvenimento di animali feriti, la cosa migliore è avvisare la Usl preposta o i Cras del territorio, nel caso di animali selvatici.
Rifugi gatti a Terni In città c’è chi ha a cuore i nostri amici a quattro zampe ed è sceso in campo con passione e amore. È il caso del rifugio privato gestito dall’associazione ‘Gatti in vetrina’ sito in via San Tommaso. «Tengo a specificare che il rifugio è privato e non è un gattile, non esistono i gattili perché il gatto è un animale libero – ha spiegato a Umbria24 la presidente Nadia Panarese -. Siamo una Odv e ci autofinanziamo con eventi di beneficienza. Il nostro scopo è quello di prenderci cura dei gatti, diamo ovviamente la precedenza alle urgenze, ci occupiamo di un eventuale percorso riabilitativo; il fine ultimo poi è l’adozione. Nel nostro piccolo cerchiamo anche di fare rete con le associazioni del territorio, collaboriamo con altre realtà e confrontiamo le varie segnalazioni che ci arrivano». A questo proposito infatti il gruppo ha organizzato diverse giornate di apertura per far conosce i felini agli amanti degli animali: «Ad ogni evento organizzato ha partecipato sempre molta gente». Da qualche tempo anche l’Enpa di Terni ha un rifugio: «Ospitiamo circa 80 gatti di diverse età e condizioni di salute. Tuttavia, siamo al collasso. Purtroppo le segnalazioni che riceviamo – spiega Maria Antonietta Cardarilli – sono molte di più».
Adozioni Per quanto riguarda il rifugio dell’Enpa, che ospita i gattini ternani, la situazione adozioni non è rosea: «Molte persone vengono con l’idea di volere cuccioli molto piccoli e i mici che ospitiamo non sempre rispecchiano le caratteristiche che le persone desiderano. Molti gatti restano da noi, crescono e diventano così meno ‘desiderabili’. Da inizio estate le adozioni sono crollate, ma in generale è da inizio anno che sono in calo. Spesso accade che siano proprio i volontari a farsi carico dei gatti in esubero: se nessuno adotta, non possiamo accettare nuovi individui che hanno bisogno di un posto sicuro. Noi come Enpa, al momento dell’adozione, facciamo molte domande, per assicurarci che l’animale possa vivere nel miglior modo possibile, ma questo spesso viene percepito negativamente». Discorso non troppo diverso vale anche per gli altri amici a quattro zampe: i cani. Crobu, dell’Alis, dice: «Quest’anno sono entrati nel rifugio 37 cani, ne sono stati adottati 33. Noi spingiamo moltissimo per le adozioni, abbiamo anche delle pagine social designate per far conoscere alle persone i nostri ospiti. L’adozione, che è sempre preferibile all’acquisto, avviene attraverso diversi step. Chi vuole adottare può recarsi, previo appuntamento, al canile e iniziare un percorso insieme ad un esperto. Dapprima ci sarà un colloquio conoscitivo, poi successivamente ci sarà l’incontro con alcuni dei cani selezionati apposta in base alle necessità o inclinazioni di chi vuole adottare. Si può tornare a conoscere l’animale quante volte si vuole prima di prendere una decisione consapevole. Vogliamo dare l’idea di un canile aperto: le foto non bastano per adottare, vorremmo che le persone vengano a trovarci».
