«Uno strumento in più a disposizione dei professionisti che si occupano della patologia del tumore al seno, che permette di affinare e scegliere le terapie e adattarle ai singoli casi», è quanto ha detto il professor Antonio Rulli, direttore della breast unit del S. Maria della Misericordia di Perugia venerdì mattina durante la presentazione di una apparecchiatura di seconda generazione che permette di effettuare l’EndoPredict, un test molecolare innovativo, in uso solo in due centri in Italia, di cui uno, attivo da oggi,  proprio a Perugia. Un passo in avanti che conferma l’attenzione dell’azienda ospedaliera  di Perugia nella diagnostica e terapia de tumore al seno, con l’impegno di un gruppo multidisciplinare di professionisti che hanno raggiunto risultati importanti:la metà degli interventi chirurgici al seno effettuati in Umbria, vengono effettuati presso l’azienda ospedaliera di Perugia ( 720 in totale, 364 a Perugia ).

Preparazione «Siamo arrivati all’acquisizione dell’apparecchiatura senza farci trovare impreparati: ci siamo per prima cosa  preoccupati della formazione di biologi  preposti all’impiego della nuova strumentazione – ha detto il professor Angelo Sidoni, direttore dell’anatomia ed istologia patologica-. Non vi è dubbio che Perugia per la sua tradizione e per le sue  professionalità nel settore, merita un posto assoluto rilievo nella sanità pubblica, considerato che già 60 anni fa il professor Severi, anatomo patologo di fama internazionale, aveva organizzato conferenze e studi con i ricercatori che si occupavano esclusivamente del tumore della mammella, e tra questi c’era anche il professor Umberto  Veronesi, che proprio a Perugia aveva conseguito la specializzazione in anatomia patologica. Vogliamo proseguire nella direzione tracciata dai nostri predecessori, per riaffermare la grande attenzione con impiego di risorse umane ed economiche nella lotta al cancro al seno».

Utile all’oncologo La convenzione generale, anche alla luce della relazione del dottor Marcello Paglione, direttore medico della Myriad Geneticsd, multinazionale americana che produce l’apparecchiatura, «fornirà informazioni ed elementi di valutazione utili  per l’oncologo che affinerà le sue scelte terapeutiche, evitando nei casi a basso rischio di ripresa della malattia, di ricorrere alla chemioterapia».
Alla presentazione sono intervenuti ad illustrare le caratteristiche dell’EndoPredict il direttore generale dell’azienda ospedaliera Walter Orlandi, il direttore medico della Myriad Genetics Laboratories Marcello Paglione, il professor Angelo Sidoni (direttore Anatomia e istologia patologica), il professor Antonio Rulli (responsabile SSD Breast Unit), la dottoressa Cynthia Aristei (direttore della S.C. di Radioterapia oncologica) e il dottor Carlo Basurto (oncologia medica).

Fate lo screening «Occorre insistere sulla diagnosi precoce del tumore al seno, aderendo allo screening da molti anni proposto dalla Regione dell’Umbria – ha commentato il direttore dell’azienda Ospedaliera Walter Orlandi. Purtroppo negli ultimi tempi è calata la percentuale delle donne che aderiscono alla campagna di prevenzione , sottoponendosi ai controlli periodici. E’ partendo da questa posizione che il gruppo multidisciplinare che si occupa a vario titolo della patologia può trovarsi vantaggiato  nelle varie soluzioni terapeutiche “.
La professoressa Cynthia Aristei, direttore della radioterapia oncologica si è soffermata sulle opzioni terapeutiche attualmente a disposizione e  quelle nuove di cui la donna potrà  usufruire in relazione ai referto dell’anatomo patologo dopo il  test del Endopredict, che all’ospedale di Perugia verrà effettuato dal professor Angelo Sidoni, dalla dottoressa Daniela Fenocchio e dal dottor Michele Giansanti, esperti dell’anatomopatologia della mammella da oltre 25 anni. Accato a loro ci saranno anche le biologhe Cristina Pelliccia e Loreti Elisabetti, che hanno effettuato uno specifico training per l’uso del macchinario.

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