Nel 2012 si è classificato come primo fra i Luoghi del cuore in Umbria del Fai, che oggi contribuisce come attore principale a dargli nuova vita: il giardino del monastero delle suore Orsoline di Calvi dell’Umbria sarà infatti recuperato con una serie di interventi realizzati dal Fai, dal Comune e dalle associazioni locali per essere di nuovo aperto al pubblico in tutta la sua bellezza, con interventi sulla struttura e su piante e arbusti.
Il giardino Il giardino si estende per 1,3 ettari ed è collocato nella parte più alta del centro storico del borgo. Costruito a partire dal 1715, ha il suo nucleo originario in palazzo Ferrini, oggi sede del Comune e di un museo dedicato al monastero stesso, e rappresenta un classico esempio di hortus conclusus, cinto, cioè, da alte mura. In lieve pendenza, ha una serie di terrazzamenti con muretti a secco ed è percorso da una serie di viali disposti ortogonalmente, che conservano ancora oggi le stazioni di una Via Crucis e diverse edicole votive.
Interventi Il totale stanziato per il recupero del giardino ammonta a 39.684,98 euro, con un contributo di Fai e Intesa Sanpaolo per ‘I luoghi del cuore’ di 26.000 euro e un altro di 12.684,98 euro, stanziati dal Comune di Calvi dell’Umbria. Gli interventi rispondono alle esigenze più urgenti per la conservazione e la fruizione del bene, con lavori nella zona più meridionale del giardino, in particolare nel viale di accesso, per il quale è prevista la bonifica dalle erbe infestanti ed il restauro dei vasconi laterali, ed il viale primario a sud-est, dove si prevedono il restauro della tettoia e del colonnato, ormai in procinto di crollo, delle scale e delle strutture murarie di sostegno esistenti ed il ripristino della pavimentazione originale.
Recupero del verde Ma non c’è solo un progetto strutturale: con l’intervento, infatti, sono previsti anche il recupero e la valorizzazione della componente vegetale e agronomica, con la messa a dimora di piante arboree, arbustive e perenni per lo più autoctone, in sintonia con il giardino e con l’uso tradizionale monasteriale che da sempre questo ha nella religione cristiana. In parallelo all’intervento che si sta avviando, infine, sono in fase conclusiva i lavori di restauro dell’ala conventuale, destinata in futuro a ospitare una struttura ricettiva.
