Calendario venatorio sotto tiro

di Iv. Por.

Arriva l’ok che tanto ok non sembra da parte della terza commissione consiliare di Palazzo Cesaroni alla proposta di calendario venatorio 2011-2012. Di fatto la commissione, dopo i rilievi delle associazioni venatorie, per non bocciare rinvia alla giunta chiedendo tre approfondimenti. Due su tre sulla cancellazione di fatto della data unica di apertura, fissata al 18 settembre, vera caratteristica della proposta Cecchini. Intanto emerge un rischio di bocciatura europea.

Sì con riserva La commissione ha espresso parere favorevole sul Calendario venatorio, accompagnandolo per l’appunto con la richiesta all’esecutivo di approfondire in tempi rapidi tre opportunità emerse nel corso della audizione con le associazioni venatorie e con le due Province di Perugia e Terni: la eventuale preapertura della caccia alla tortora e ad altre specie su indicazione dell’Osservatorio faunistico regionale; lo spostamento al primo ottobre della caccia al cinghiale e il superamento dei cosiddetti carnieri stagionali per specie cacciate.

Una legge ad hoc Nel documento, stilato dal presidente Massimo Buconi al termine di un approfondito confronto fra i commissari, si raccomanda alla Giunta regionale, anche di predisporre dal prossimo anno una legge regionale specifica sul Calendario venatorio che dia il maggior certezze al mondo venatorio e semplifichi le procedure di approvazione.

Le posizioni A favore del Calendario e del documento integrativo, hanno votato 6 consiglieri di maggioranza (Pd, Idv, Prc fedS e Psi); due gli astenuti, Rocco Valentino (Pdl) e Sandra Monacelli (Udc). Ha votato contro il capogruppo della Lega Nord, Gianluca Cirignoni dopo aver proposto di rinviare l’atto in Giunta con le osservazioni, per riportarlo successivamente ai voti della terza Commissione dopo le eventuali modifiche in quanto, ha spiegato, il parere della Commissione è sì obbligatorio, ma non vincolante.

L’altolà degli ambientalisti Intanto da Legambiente e Wwf arriva un monito ben preciso sui tempi di apertura. «La Regione Umbria deve redigere il calendario venatorio entro i termini dettati dall’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – è quanto affermano Legambiente e Wwf – al fine di evitare un grave e irreparabile danno al patrimonio faunistico e violazioni alle norme nazionali e comunitarie».

Il rischio dello stop da Bruxelles Il rischio della bocciatura da Bruxelles è concreto. Le modifiche intervenute con la legge comunitaria (96/2010) alla legge 157/92 sulla tutela della fauna e la disciplina della caccia obbligano lo Stato e le Regioni a garantire la massima tutela alle specie di uccelli selvatici, a mantenerle in uno stato di conservazione favorevole. Tutela che può essere garantita soltanto predisponendo calendari venatori che vietano la caccia nei periodi di riproduzione e migrazione precedenti all’accoppiamento. E secondo l’Ispra la maggior parte delle specie sono cacciabili dal 1 ottobre fino alla seconda settimana di gennaio. «Il prossimo calendario venatori regionale dovrà tenere obbligatoriamente conto di queste regole – concludono le associazioni ambientaliste – che derivano da norme europee ed internazionali, nel rispetto delle indicazioni date dalla Guida Ispra 2010 che rappresentano gli standard minimi e uniformi di tutela».

Pd: Umbria non faccia come Liguria Su questa posizione anche il deputato Pd Roberto Della Seta, capogruppo Pd alla commissione ambiente del Senato. Tutto viene dal fatto che la Liguria ha ignorato i dettami dell’ue e ha già approvato il suo calendario venatorio. La legge europea dà alle Regioni la possibilità di avere una certa flessibilità nell’apertura e chiusura della caccia alle singole specie rispetto al calendario canonico (apertura alla terza domenica di settembre, chiusura il 31 gennaio). Ma la Liguria avrebbe applicato la norma a senso unico: solo allargamenti del calendario, nessuna protezione supplementare per le specie a maggior rischio.«Se Toscana e Umbria seguissero la strada della Liguria, che ha varato un calendario dettato dalle associazioni venatorie più estremiste – dice Della Seta -, tornerebbe ad aprirsi un contenzioso aspro con l’Unione europea che ci costerebbe sanzioni pesanti anche dal punto di vista economico».

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2 replies on “Calendario venatorio, la commissione rinvia alla giunta. Emerge lo spettro bocciatura da Bruxelles”

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