di Massimo Colonna
Un progetto definitivo pionieristico e che potrebbe rappresentare un modello anche per altre città italiane a vocazione industriale. E’ quello messo in campo dal Comune di Terni tramite il protocollo approvato dalla giunta che coinvolge anche Ast, Busitalia e Atc, che ha l’obiettivo di sfruttare l’idrogeno prodotto dall’acciaieria utilizzandolo per i mezzi del trasporto locale. Il tutto sfruttando i quasi sette milioni di euro finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’acquisto di autobus a idrogeno e per la realizzazione delle infrastrutture necessarie, come la stazione di pompaggio e di distribuzione. Si tratta di un progetto che Busitalia già sperimenta in Olanda tramite una sua azienda controllata.
Le parti Il documento è stato illustrato giovedì mattina in una conferenza stampa online, a cui hanno partecipato, oltre al sindaco Leonardo Latini e all’assessore Benedetta Salvati, anche l’amministratore delegato di Ast Massimiliano Burelli e il direttore di esercizio di Busitalia Alessio Cinfrignini, in rappresentanza del direttore generale Velio Del Bolgia. Ast metterà a disposizione gratuitamente il surplus di idrogeno prodotto all’interno dell’area industriale e che viene utilizzato in fase di produzione, oltre all’area per la realizzazione della stazione di pompaggio, mentre Bus Italia gestirà il nuovo parco mezzi. L’alimentazione dei veicoli con idrogeno attraverso celle combustibili è la nuova frontiera dell’innovazione nel settore trasporti e Terni si candida dunque ad essere città pilota, pioniere, in questo settore. «Ci riprendiamo così – ha detto il sindaco Latini – il ruolo di città d’avanguardia, dinamica e innovativa che ci ha caratterizzato negli ultimi 150 anni. Su questo abbiamo da sempre condiviso una visione che parte proprio dall’identità culturale di Terni, che non è un concetto statico, ma dinamico e che va alimentato con progetti, idee che hanno bisogno di gambe, come quelle che gli stiamo dando oggi, e che comunque non possono essere mai in dissonanza con la vocazione del territorio». «Il valore aggiunto – ha spiegato l’assessore Salvati – sta nella tradizione industriale della città, in questo caso nelle attività e nella disponibilità di Ast che ci consentono di essere protagonisti di un progetto all’avanguardia, oltre che nella volontà comune e condivisa di migliorare il rapporto tra città e industria specie per quel che riguarda il bilancio ambientale.
Ci sono tante condizioni favorevoli: l’acciaieria che ci offre l’idrogeno in surplus in maniera gratuita e mette a disposizione una sua area per la realizzazione dell’impianto di stoccaggio e distribuzione dell’idrogeno e BusItalia che si è dimostrata entusiasta di coprire il ruolo di supporto nella gestione del finanziamento per l’acquisto dei nuovi mezzi e del distributore, oltre che per la sua gestione e manutenzione. E’ una soddisfazione pensare che l’unico gas in uscita da un bus ad idrogeno possa essere il vapore acqueo oltre al fatto che i mezzi ad idrogeno hanno caratteristiche migliori di performance e di autonomia dei classici mezzi elettrici».
I tempi A livello tecnico il protocollo dovrà essere formalizzato e poi sarà dato il via ai percorsi previste dalle normative. L’applicazione del protocollo non avverrà quindi prima di due anni. «Ast è orgogliosa di partecipare a questa iniziativa – ha spiegato l’ad Brunelli – anche perché puntiamo a rappresentare un polo industriale sempre più attento al Green, come abbiamo dimostrato anche negli ultimi anni, per esempio con il sistema scorie».
