Mettere a sistema le diverse azioni che ciascuna istituzione, per la sua competenza, realizza, con lo scopo di trovare una soluzione condivisa ai problemi del bullismo e della devianza giovanile, evitando la frammentarietà degli interventi e rafforzando le singole attività messe in campo. Martedì in occasione della prima Giornata nazionale contro il bullismo nelle scuole, a Perugia, alla sala dei Notari, è stato firmato un protocollo d’intesa che vede come firmatari prefettura, Regione, Comune di Perugia, questura, Ufficio scolastico regionale, Garante regionale per l’infanzia, Corecom , carabinieri, Finanza, Usl Umbria 1 e le associazioni Basta il cuore e Contrajus. Nel documento di parla della possibilità di elaborare soluzioni e procedure comuni da attuare ogni qualvolta nelle scuole si verifichino atti di bullismo o cyberbullismo, di favorire lo sviluppo di una cultura civica e della legalità che aiuti a ridurre comportamenti antisociali, di promuovere la collaborazione non solo tra istituzioni, ma anche con l’intera società civile.
Il protocollo Tra gli obiettivi primari della collaborazione c’è soprattutto quello, da un lato, di sostenere i ragazzi e le famiglie, così come il personale delle scuole, mettendoli in grado di riconoscere e prevenire comportamenti a rischio; dall’altro, di favorire la ricomposizione dei conflitti. In particolare tra i compiti del Comune quello di contribuire alla realizzazione e promozione di eventi formativi e informativi, ad esempio campagne di sensibilizzazione, seminari, incontri, dibattiti, pubblicizzare tutte le diverse azioni che dovessero essere realizzate, attraverso i propri canali, nonché mettere a disposizione i propri servizi di documentazione, ricerca, intervento educativo, per la definizione e la realizzazione degli interventi stessi. Il protocollo poi prevede, su iniziativa della Prefettura di Perugia, la costituzione di un gruppo di lavoro.
Gli interventi Nel suo intervento il sindaco di Perugia Andrea Romizi ha sottolineato la bontà del metodo seguito, cioè il mettere in rete le energie e le competenze dei vari soggetti coinvolti, invitando tutti a essere da esempio: «Ogni nostro gesto o parola – ha detto – ha conseguenze importanti e allora dobbiamo essere in grado di trasmettere messaggi virtuosi». L’assessore regionale alla sanità Luca Barberini ha posto invece l’accento su quattro principi: conoscenza, cultura, collaborazione e continuità. La prima, perché il bullismo e il cyberbullismo sono temi ancora non del tutto «sviscerati». La seconda per il fatto che occorre rispondere a fenomeni di devianza dando risposte in termini culturali, partendo dai giovani; collaborazione, poi, perché solo tramite l’interazione tra i vari soggetti istituzionali si possono raggiungere risultati concreti; continuità, infine, affinché la firma del protocollo non rimanga fine a se stessa ma si traduca in azioni costanti.
Più formazione Sul potenziamento della formazione, ponendo all’attenzione dei giovani questi temi, si è poi concentrata a dirigente dell’Ufficio scolastico Simona Boarelli, mentre il prefetto Raffaele Cannizzaro ha osservato che il protocollo è frutto di un lavoro comune, finalizzato «a dare attenzione a temi tanto delicati e attuali, ma anche all’attività che da tempo le istituzioni e le associazioni stanno portando avanti. Nella mattinata invece nella sala convegni del Capitini si è tenuto un incontro dedicato sempre alla sensibilizzazione dei ragazzi, al quale ha partecipato anche il presidente del Perugia Massimiliano Santopadre. Nel corso dell’appuntamento sono stati spiegati molti aspetti del bullismo e del cyberbullismo direttamente dagli esperti di «Basta il cuore» e della polizia postale di Perugia.
