Dalle notizie che arrivano oggi dal Consiglio regionale il pagamento del pedaggio sul raccordo Perugia-Bettole, snodo fondamentale tra la Toscana e l’Umbria, dovrebbe diventare a breve una realtà. E’ stato infatti il consigliere regionale dell’Idv Paolo Brutti a comunicare che l’Anas avrebbe già indetto gare di appalto per installare sul raccordo barriere come quelle usate sulla maggior parte delle autostrade italiane. Il consigliere Idv nei giorni scorsi aveva interrogato la giunta in merito alle azioni per contrastare quella che sarebbe «un’ulteriore imposizione fiscale in cambio di nessuna miglioria per gli utenti».
Rometti: ci siamo opposti Rispondendo all’interrogazione di Brutti l’assessore regionale ai Trasporti Rometti ha detto che la Regione si è opposta con determinazione «sia singolarmente come Umbria, sia con tutte le Regioni in sede di Conferenza Stato Regioni; ma il Governo è rimasto insensibile. Abbiamo perciò deciso di ricorrere alla Corte costituzionale – ha proseguito Rometti -, reclamando la competenza su una materia concorrente che impone al Governo di ascoltare le Regioni. Nel ricorso presentato in data 20 settembre, abbiamo anche contestato al Governo lo strumento del Dpcm (Dectreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ndr) con il quale il pedaggio è stato riproposto nella ultima manovra di luglio».
Brutti: prendere di nuovo posizione Un’arma, quella del ricorso per competenza alla Corte Costituzionale, che però è spuntata visto che non sarebbe in grado di bloccare gli eventuali progetti dell’Anas. Replicando all’assessore il consigliere Idv si è dichiarato soddisfatto della risposta avuta, ma ha suggerito alla Giunta di prendere di nuovo posizione contro il provvedimento proprio a ridosso del posizionamento degli impianti di rilevazione. Posizionamento che, secondo Brutti, potrebbe avvenire nei primi mesi dell’anno.
Ronconi: ricorso è foglia di fico «L’Assessore regionale Rometti – dice poi in una nota il consigliere provinciale dell’Udc Ronconi – spieghi sui nuovi pedaggi stradali la posizione della Regione al presidente della Provincia di Perugia. Mentre è di tutta evidenza che il ricorso alla Corte Costituzionale annunciato da Rometti essendo solo un ricorso collettivo con le altre regioni rappresenta una foglia di fico rispetto alla disattenzione sulla esigenza di un ricorso specifico della regione dell’Umbria, il presidente della provincia ha manifestato invece disponibilità al nuovo balzello. Siamo ancora una volta – conclude Ronconi – al gioco delle parti: l’assessore dice una cosa e il presidente della provincia ne sostiene un’altra. Tutto per mascherare disattenzioni e ritardi».


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