di Ivano Porfiri
«Siate speciali, siate sognatori, siate idealisti, ma soprattutto siate persone perbene perché questo è un valore che vi permetterà di essere rispettati». Non è Steve Jobs, ma Brunello Cucinelli che parla ai 45 laureandi in Economia (41 alla triennale, 4 alla magistrale) nel giorno della proclamazione nell’Aula Magna dell’Università di Perugia. Una prolusione a braccio, infarcita di citazioni, ma anche di esempi di vita di un imprenditore di successo mondiale che «qui ha fatto un esame in tre anni» ma, molti anni dopo ha avuto «il grande onore di ricevere una laurea honoris causa».
Video: «Siate sognatori con mente e anima»
Momento chiave «Oggi è un giorno importantissimo per voi – ha esordito Cucinelli accompagnato dal rettore Franco Moriconi – perché finisce una fase e se ne apre un’altra della vita. E’ un momento magnifico per voi e per il mondo, ci sono grandi opportunità, starà a voi saperle cogliere». Il re del cachemire, in jeans lisi, mocassini e camicia bianca e cravatta grigia, si volta spesso verso i ragazzi, tutti in abiti eleganti: «Io pensavo di venire a un incontro con 3 o 4 professori e gli studenti, invece mi trovo tanti professori in abito da cerimonia e un’Aula Magna piena. Ne sono lusingato».
Tra citazioni e vita Immancabili le citazioni, da Alessandro Magno a Papa Francesco, da Pitagora all’imam di Al Azhar. Ma Cucinelli vola anche più in basso: «In questa università io in tre anni ho fatto un esame, erano gli anni del 6 politico. Ma non mi pento dei 10 anni, dai 15 ai 25, che ho trascorso al bar perché lì ho imparato la vita. Siate umili, non presentatatevi in azienda a 28 anni vantandovi di essere ‘dottore’ ma siate rispettosi e continuate ad imparare perché l’università vi ha portato fino a questo punto, ma da oggi siete voi che dovete conquistarvi il rispetto».
Video: «Non ho studiato, erano anni del 6 politico»
La matematica non basta Continui i richiami all’importanza degli studi classici. «Io non conosco il greco ma penso in greco. I greci ci hanno insegnato i fondamentali per la nostra esistenza, solo per questo oggi darei alla Grecia tutti i soldi di cui ha bisogno». Una stoccata agli studi scientifici. «Negli ultimi 20 anni abbiamo dato troppa importanza alla matematica, alla scienza – afferma l’imprenditore – invece dobbiamo imparare a coltivare l’anima, a unire la mente all’anima». L’affondo suscita la risposta, a fine intervento, del direttore del Dipartimento di Economia Mauro Pagliacci: «Ma la matematica è fondamentale». E la controreplica di Cucinelli: «Il mio amato Pitagora diceva che il mondo è fatto di numeri, ma con i numeri non si può governare l’anima».
