«Una decisione inaccettabile che non può essere giustificata con la solita mancanza di risorse. I soldi per il rinnovo del contratto del pubblico impiego devono essere reperiti o sarà scontro aperto’». E’ la posizione di Vincenzo Filice Segretario Provinciale della CISAL, sul blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti fino al 2015 annunciato dal ministro Madia. «I dipendenti pubblici attendono da sei anni il rinnovo di un contratto che non è possibile rinviare ancora perchè gli stipendi non reggono più il passo con l’ aumento vertiginoso del costo della vita. Non comprendiamo la razionalità per cui si continua a prorogare il blocco dei contratti. La percezione è che si continui a chiedere ai soliti noti per non toccare altri interessi che invece fornirebbero molte risorse ovvero tagliando le ruberie che ci sono negli Enti pubblici e nelle municipalizzate. Bisogna decidere che cosa si vuol fare. Invitiamo Il Presidente del consiglio a voler fare le Riforme tanto decantate anziché continuare a esaltare lo sgravio degli 80 euro – in media in realtà 50 perché variano in base al reddito – mentre le addizionali regionali e comunali sono raddoppiate. Risultato: la riduzione delle tasse non c’è e quella degli sprechi nemmeno, i dati economici dell’Italia sono i peggiori dell’Ocse, siamo ritornati al 2011. Occorre dare un segno di riconoscimento al lavoro, soprattutto perché non si esce dalla crisi abbassando i salari e peggiorando le condizioni dei lavoratori. Ecco perché vorremmo che si chiuda una stagione lunga sei anni che ha portato all’ impoverimento delle retribuzioni e delle pensioni.
Se il Governo non cambierà strada – conclude Filice – stia pur certo che troverà nei sindacati un fronte compatto di lotta».
Blocco contratti statali, Filice ( Cisal): inaccettabile per 48 mila umbri
