La zona zero di Terni (foto U24)

di C.F.

Terni 22esima e Perugia 47esima nella black list delle città con la qualità dell’aria peggiore d’Italia. Suona un allarme da codice rosso il dossier Mal’aria di Legambiente che ha monitorato 90 città e contato gli sforamenti annuali dei livelli di Pm10, consentiti per 35 giorni. Oltre questa soglia sono andate ben 48 città, tra cui naturalmente Perugia a Terni, ma anche le più piccole Foligno e Narni Scalo.

Smog in Umbria nel 2015: Perugia e Terni fuori legge In particolare l’associazione parla di «un’emergenza smog sempre più cronica conosciuta da anni, come confermano i dati del periodo, ma sempre timidamente affrontata dagli enti locali ai quali a questo punto si richiede un netto cambio di passo». Anche perché a Terni nel 2015 si sono contati 69 sforamenti dalla centralina Le Grazie, 62 da quella di Borgo Rivo e 52 da zona Carrara. Un po’ meglio Perugia che fa contare 36 sforamenti dall’impianto Arpa di Ponte San Giovanni, oltrepassando comunque il limite delle 35 giornate previste dalla legge. Oltre soglia per 37 volte nel 2015 anche la centralina di Porta Romana a Foligno e per 38 volte quella di Narni Scalo.

Per Pm10 allarme costante Se il 2015 è un anno da codice rosso, quello in corso non appare di migliori prospettive:Soltanto nel primo mese a Ponte San Giovanni al 29 si sono avuti 10 superamenti del limite, così come Foligno Porta Romana e Narni Scalo. Sempre peggiore la situazione a Terni con Borgo Rivo che fa registrare 13 sforamenti, Carrara 11 e Le Grazie 15.

In Umbria 70 abitanti su 100 ha un’automobile In questo senso il vicepresidente di Legambiente Umbria, Maurizio Zara, afferma:«È indispensabile un cambio di di passo nelle politiche della mobilità sostenibile, potenziando il trasporto sul ferro, l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità nuova, e rendere così le auto l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini. Oggi in Umbria si continua ad avere il record per numero di auto per abitante, 70 ogni 100 contro una media nazionale già alta di 65 e europea di 48 circa, con un tasso di motorizzazione addirittura in crescita negli ultimi anni. Il trasporto privato continua ad esser la modalità più diffusa per muoversi verso le città e al loro interno, ma solo invertendo questa tendenza e garantendo un trasporto pubblico efficace e competitivo si possono restituire ai cittadini una migliore qualità dell’aria e della vita».

Le proposte di Legambiente Tra le altre proposte che Legambiente Umbria rilancia a Regioni e amministrazioni locali, per liberare le città dallo smog e renderle più vivibili ci sono: quella di incrementare il trasporto su ferro con i treni per i pendolari; incentivare la mobilità sostenibile attraverso, strade per la ciclabilità urbana, realizzando un primo pacchetto di nuove corsie ciclabili all’interno dell’area urbana. Limitare la circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinanti (auto e camion) sul modello di Parigi. Fermare i sussidi all’autotrasporto per migliorare il trasporto pubblico locale; vietare l’uso di combustibili fossili, con esclusione del metano, nel riscaldamento degli edifici a partire dalla prossima stagione di riscaldamento; ridurre l’inquinamento industriale applicando autorizzazioni integrate ambientali (Aia) stringenti e rendere il sistema del controllo pubblico più efficace con l’approvazione della legge sul sistema delle Agenzie regionali protezione ambiente ferma al Senato da oltre un anno. Infine servono nuovi controlli sulle emissioni reali delle auto.

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2 replies on “Black list dello smog 2015, ci sono anche Terni e Perugia: «In Umbria il 70% ha un’automobile»”

  1. Si giustissimo!!!!! Ma non Deve commissariare solo la Regione Umbria, ma anche tutti i comuni incriminati!

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