di Ivano Porfiri
Tocca il record assoluto il prezzo della benzina e tra i consumatori c’è già chi fa i conti: aggravi di spesa per 1.200 euro annui per ogni famiglia, in pratica un mese di stipendio bruciato. Anziché la tredicesima i lavoratori avranno l’«undicesima».
Record storico Il record l’ha fatto segnare in mattinata la Esso: sfondata la soglia di 1,568 euro al litro dalla benzina verde, cioè il nuovo record storico, dopo il massimo di 1,560 euro toccato il 15 luglio del 2008. Si tratta del record del prezzo consigliato sul territorio nazionale, che poi sale anche oltre 1,6 euro in alcune aree del Paese, come la Campania, a causa delle addizionali regionali.
Prezzi in Umbria Secondo il sito http://www.prezzibenzina.it in Umbria il carburante più economico, alla pompa di Collestrada, lunedì è attestata a 1,449 euro al litro, seguita dalla Cdp alla Pallotta e a Olmo, sempre a Perugia, alla Cdp a Spello con 1,469 e a Fratta Todina con 1,484. Dalle segnalazioni degli utenti negli ultimi giorni, a Foligno conviene l’Agip di via Firenze con 1,485 al self, a Città di Castello l’Agip di via Bruno Buozzi con 1,457, a Terni la Esso di via Lesini con 1,475. Prezzi comunque alti, per essere i minimi. I prezzi ufficiali a metà pomeriggio di lunedì riportati da Quotidiano Energia segnano, invece, i seguenti listini: Agip 1,567, Esso 1,562, Ip 1,557, Q8 1,565, Shell 1,561, Tamoil 1,555, Erg 1,558. La media è 1,561.
1.200 euro a famiglia Secondo l’Adoc e altre associazioni di consumatori il «caro carburante» costerà in media alle famiglie italiane 1.200 euro su base annui. «Se gli aumenti dei carburanti dovessero continuare con gli stessi ritmi di questi ultimi giorni – afferma il presidente dell’Adoc Umbria, Angelo Garofalo – entro due mesi la verde supererebbe quota 1,70 euro al litro con una significativa ripercussione sui bilanci delle famiglie determinata da una crescita dell’inflazione, la riduzione del risparmio e l’aumento dell’indebitamento. Tutto ciò si tradurrebbe in un maggior esborso per le famiglie pari a 1200 euro l’anno, un vero e proprio shock economico».
Aumenti vertiginosi In pratica un pieno di 40 litri potrebbe passare per la benzina dai 54 euro di dicembre 2010 ai 68,8 euro ad aprile 2011 con una maggiore spesa che su base annua potrebbe toccare 370 euro. Situazione abbastanza simile per il gasolio dove si passerebbe da 52 euro per un pieno di 40 litri a 67,20 euro con una maggiore spesa annua di 380 euro. Ma non è solo la benzina il problema. Con il rialzo del costo del greggio il gasolio per riscaldamento potrebbe arrivare a costare il 30% in più rispetto a un anno fa. Aumenti a catena si verificherebbero in altri settori, dai trasporti agli alimentari, dall’energia al riscaldamento.
Effetto domino «Per calmierare i prezzi dei prodotti petroliferi – dice Garofalo – che incidono non solo sul prezzo del pieno ma anche e soprattutto su tutti i prodotti ad essi connessi, sia per gli aumenti dei costi di produzione sia per i costi di trasporto, l’Adoc da tempo ha chiesto al Governo di intervenire per ridurre l’accisa e per congelare l’Iva. E’ poi necessario attuare la liberalizzazione dei distributori no logo anche in autostrada e nelle grandi città. Nei distributori no logo il prezzo della benzina mediamente è inferiore del 5,8%, circa 8 centesimi in meno, mentre per il diesel si risparmiano 7 centesimi. Occorre inoltre aumentare la concorrenza e fornire la licenza di vendita di prodotti no oil ai piccoli distributori».
Unici in Europa Un litro di benzina in Italia costa in media il 4% in più che nel resto della zona euro, secondo un’indagine dell’Adoc. L’Umbria, come il resto d’Italia è tra i Paesi più cari d’Europa, ma è anche l’unico Paese dove il prezzo della verde aumenta quando il petrolio cala. E la forbice con la media europea è cresciuta del 3,3% negli ultimi 6 mesi. «Lo scorso settembre – afferma ancora Garofalo – un litro di benzina in Italia costava lo 0,7% in più rispetto alla media europea. Oggi il distacco è aumentato del 3,3%. Mentre negli altri Paesi il costo è rimasto invariato o anche calato. Il confronto con gli altri Paesi europei è imbarazzante. In Austria mettere benzina costa il 20% in meno, in Spagna il 18%, in Svizzera il 14% in meno. Anche in Germania, Francia e Inghilterra si spende di meno. E’ necessario istituire un’Authority apposita per i carburanti, il caro benzina sta mettendo in ginocchio gli italiani».
Assemblea unitaria L’Adoc chiederà una assemblea straordinaria delle associazioni dei consumatori al fine di individuare proteste e azioni comuni per contrastare quello che sempre più appare una speculazione sul caro petrolio sulle spalle dei cittadini consumatori.

