«Gentile sindaco, mi rivolgo a lei per suggerirle di ringraziare le donne ternane che, su iniziativa dell’associazione Terni Donne, si sono ritrovate domenica scorsa in piazza per far sentire ancora la voce contro la violenza alle donne». Inizia così la lettera che il deputato del Pd Walter Verini ha scritto al sindaco di Terni Leonardo Latini, dopo che in questi giorni si è alzata la polemica per quanto accaduto domenica pomeriggio, quando, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, l’associazione Terni Donne come tutti gli anni era in piazza per un flashmob in cui è stata intonata la storica canzone Bella Ciao.

Lo sdegno del Comune Canzone che non è andata giù al Comune e in particolare agli assessori Marco Cecconi e Elena Proietti, che l’indomani hanno convocato una conferenza stampa sottolineando come «la giornata contro la violenza non può essere connotata politicamente», riferendosi proprio al canto. Da lì le polemiche, divampate anche sui social. «Era la giornata internazionale dedicata a questa causa e le donne ternane – si legge nella lettera di Verini indirizzata al sindaco – che fanno vivere volontariamente e meritoriamente l’attività della Casa delle Donne, lo hanno fatto anche intonando l’aria di una canzone di libertà, Bella Ciao, con parole appropriate dedicate alla giornata. Le ringrazi per questo, sindaco, e aggiunga anche le scuse a nome di due assessori della sua giunta, che di fronte a questa manifestazione di impegno e di valore civile e culturale non hanno saputo far altro che colpire di fatto quella manifestazione, le sue modalità di svolgimento, esponendola anche ad attacchi e insulti nei social media. Se non si scusano loro, come dovrebbero, lo faccia lei. Questo vale ovunque, e in particolar modo in una comunità come quella di Terni, dove i valori di libertà, rispetto dei diritti, emancipazione sono da sempre un patrimonio radicato».

La protesta in Comune Della questione si sono occupati anche i consiglieri di opposizione di Palazzo Spada. «Quanto accaduto – scrive Alessandro Gentiletti (Senso civico) – è inaccettabile. Che rappresentanti delle istituzioni protestino contro delle cittadine e dei cittadini e contro il diritto costituzionale di manifestare liberamente è gravissimo. Predisporrò una interrogazione urgente su quanto accaduto con particolare riferimento alla conferenza stampa e alle dichiarazioni dell’assessore allo Sport e dell’assessore al Welfare. Chiederò anche di conoscere quali iniziative istituzionali ha posto in essere il Comune per la giornata contro la violenza sulle donne e perché, qualora vi siano state, non vi è stata adeguata pubblicizzazione. Esprimo la mia solidarietà a Terni Donne che fa veramente volontariato a differenza di altre associazioni e che è stata vittima di un vergognoso attacco politico». Per Francesco Filipponi (Pd): «Il gruppo consigliare del Pd ringrazia le donne che si sono ritrovate insieme in piazza il 25 novembre. Ogni vano tentativo di strumentalizzazione di questo momento di condivisione, non riuscirà a sminuire la convinzione, la forza e lo spirito delle donne. Le politiche di sostegno alle donne vittime di violenza sono sempre state elemento caratterizzante dell’azione amministrativa del nostro Comune, continueremo a lavorare affinché si continui la strada intrapresa».

Il Partito Democratico «Noi riteniamo – si legge in una nota firmata da Giulia Falcinelli (segretaria Giovani Dem Terni), Mattia Nannurelli (Assemblea Comunale Pd), Claudia Dionisi (consigliera comunale Amelia), Giovanni Rubini (presidente consiglio comunale Narni) – che la violenza sulle donne non sia una questione partitica ma politica. La discriminazione contro le donne è un fenomeno culturale da superare solamente con azioni politiche concrete. I primi a strumentalizzare la vicenda sono stati i due assessori. Sono stati i primi a mancare di rispetto alla libertà di manifestazione, i primi a mancare di rispetto nei confronti di Terni Donne, un’associazione da anni in prima linea sui temi della violenza e dell’emancipazione femminile. Bella Ciao è la nostra storia. Bella Ciao è sui libri di scuola, la scuola pubblica, di tutti. E se dovessimo precisare, domenica è stata cantata ‘Sorella Ciao’: un canto contro la violenza, un canto per tutte, per la libertà, un canto che merita rispetto».

Porfidi della Cgil «Nessuna strumentalizzazione su un tema come il femminicidio, tema trasversale e piaga della nostra società. Quindi, basta con le competizioni tra partiti, perché il rispetto della legge è un tema di tutti, ognuno con le proprie sensibilità e i propri valori». Così in una nota Valentina Porfidi, segretaria della Camera del Lavoro di Terni. «Bella Ciao per noi non è solo una canzone della quale tra l’altro in questa occasione è stata utilizzata soltanto la musica, con una rivisitazione del testo. Bella Ciao evoca un passaggio fondante e cruciale della storia del nostro paese, la Liberazione dal fascismo. Alla Casa delle Donne e alle sue volontarie va riconosciuto senz’altro il merito di mantenere alta l’attenzione su temi rispetto ai quali non bisogna mai abbassare la guardia. Quindi alle istituzioni chiediamo di concentrare il proprio tempo sui problemi reali che purtroppo ancora permangono nel nostro territorio, piuttosto che montare polemiche fuorvianti e prive e di senso. Abbiamo la necessità di unire e non di dividere».

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