Un codice colore argento, da aggiungere ai canonici colori del triage che potranno utilizzare tutti gli over 75 per avere un’assistenza immediata di qualsiasi natura e origine. E’ la proposta che è passata in commissione, al Comune di Perugia, a firma del consigliere Camicia. Impegna il sindaco a formulare la proposta agli organi competenti, primo tra tutti l’assessore regionale alla Sanità.
La proposta «I dati raccolti su oltre 175 mila ‘over 75′ nel Lazio e in Toscana –riporta Camicia nell’atto, con riferimento al codice Argento- dimostrano che questo codice speciale di triage aggiuntivo a quelli convenzionali, assegnato dopo una valutazione di pochi minuti per identificare i pazienti più fragili e quindi più bisognosi di un ricovero in reparti di geriatria, riduce di almeno il 12% la mortalità degli anziani durante il ricovero in ospedale e fino a un anno dopo. I dati sono stati presentati al 55esimo congresso della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) e sono emersi dall’applicazione del codice su oltre 100 mila pazienti ricoverati in 7 reparti di geriatria in Toscana e su più di 75 mila ricoverati nel Lazio». E’ quanto riporta una nota stampa del Comune.
L’analisi dal pronto soccorso Mario Capruzzi, responsabile del pronto soccorso perugino, intervenuto in commissione, ha spiegato che su sua indicazione è stato già attivato, al posto del codice Argento un percorso facilitato per i ‘soggetti fragili’, ovvero non solo gli over 75, ma anche altri pazienti con pluripatologie o patologie gravi indipendentemente dall’età. Peraltro il codice Argento, così come il codice Rosa per le vittime di violenza sono codici virtuali, in quanto gli unici riconosciuti e stabiliti per legge sono quelli del triage. Per l’accesso facilitato dei traumatizzati, Capruzzi ha spiegato che l’unico autorizzato per legge al ricovero è il medico di Ppronto soccorso per cui in mancanza di una legge di autorizzazione ciò diventa difficile. In più, la quantità di traumatizzati al pronto soccorso incide in maniera minore rispetto alle patologie internistiche, per cui la proposta sarebbe una forzatura.
