Un anno difficile, con «giorni di angoscia» ma anche la speranza nel futuro. Il cardinale Gualtiero Bassetti ha ripercorso il 2016 nell’ultimo giorno dell’anno durante la celebrazione eucaristica del Te Deum di ringraziamento in cattedrale a Perugia, animata dalla Corale Laurenziana, alla presenza di numerosi fedeli.
Flussi migratori «Noi siamo – ha detto Bassetti – stati testimoni dell’amore di Dio riversato nei cuori di tanti fratelli, in questo anno appena trascorso, in cui abbiamo celebrato il Giubileo straordinario della misericordia. Questo tempo di grazia e di perdono ha permesso a molti di riscoprire la bellezza della fede e della pratica cristiana, di avvicinarsi ai sacramenti – specie a quello della riconciliazione – e di aprire il proprio cuore all’amore, con gesti concreti di carità e di pietà. Non sono mancate del resto occasioni per esercitare le opere di misericordia sia nell’accoglienza di quanti sono giunti presso di noi da diversi Paesi del mondo, fuggendo dalla guerra, dalla fame e dalla miseria, per cercare una vita migliore per sé e per i loro figli. Si tratta di un fenomeno vastissimo, la cui evoluzione ancora non ci è possibile conoscere, e che affonda le radici anche in un atteggiamento di rifiuto da parte dei Paesi ricchi di aiutare quelli poveri. Il fenomeno migratorio deve essere dettato da libere scelte delle persone e non imposto dalla precarietà, dalla necessità o, peggio, dalla violenza».
Terremoto, terrorismo e persecuzioni «Noi – ha proseguito il cardinale – ci siamo fatti vicini a questi fratelli fuggiti senza nulla, con quello spirito d’amore che è il cuore del Vangelo. Allo stesso modo abbiamo soccorso e accolto con amore quanti sono stati colpiti dal terribile terremoto che ha devastato la Valnerina e altre zone dell’Italia centrale. Abbiamo conosciuto giorni di angoscia. Il dolore del mondo si è unito al dolore di casa nostra. A questo scenario di distruzione s’è accompagnata la paura per il terrorismo, la cui manifestazione efferata ha insanguinato città d’Europa e del pianeta, fino a coinvolgere anche il nostro Paese. Violenza e persecuzione hanno conosciuto tanti fratelli cristiani in varie parti del mondo e il sangue dei martiri è tornato ancora ad irrorare la terra».
Disoccupazione e gioco d’azzardo Il cardinale ha poi parlato di «segnali di sofferenza ci giungono da tante fasce della nostra società. La mancanza del lavoro e l’impossibilità di trovarlo sta impoverendo un crescente numero di persone e di famiglie. Fa davvero impressione come, dinanzi ad una situazione di così vasta precarietà, vengano “bruciati” in un anno almeno 95 miliardi di euro nel gioco d’azzardo. La povertà e l’insicurezza spingono tante persone a gettare la propria vita in braccio alla sorte, moltiplicando così il malessere».
Speranza nei giovani Di fronte a questi fatti dolorosi, che hanno caratterizzato il 2016, «si sarebbe tentati – ha sottolineato il presule – di lasciarsi prendere dallo scoramento e dall’angoscia. Ma per noi cristiani non può essere così. Il Natale del Signore, da pochi giorni celebrato, ci dà la forza di non perderci d’animo, di ricominciare sempre, di guardare al futuro con fiducia, perché chi è cristiano ha in sé una “speranza consolidata”, come diceva Papa Benedetto XVI. Cerchiamo perciò di scorgere anche le cose belle che i mesi andati ci hanno regalato: gli avvenimenti di grazia che hanno rallegrato il nostro cuore. Uno di questi – cui ho potuto partecipare personalmente – è stata la Giornata Mondiale delle gioventù di Cracovia, alla quale hanno preso parte circa due milioni di giovani. Ragazzi e ragazze pieni di vita, accumunati dalla gioia della fede. È nelle nuove generazioni che poniamo la nostra fiducia come società e come Chiesa».
