«I lavori procedono regolarmente e dunque possiamo confermare che l’opera sarà completata entro il prossimo mese di novembre e la Regione potrà prenderla in carico a partire dal gennaio 2015». Lo ha affermato l’assessore regionale Stefano Vinti durante il sopralluogo compiuto nei luoghi di realizzazione della dorsale est in fibra ottica, che collegherà in banda larga le principali sedi della pubblica amministrazione (sanità, uffici comunali, provinciali, protezione civile, scuole, etc.), attraversando, per una lunghezza di circa 140 km, i territori di Umbertide, Gubbio, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Valtopina, Foligno, Trevi, Campello sul Clitunno, Spoleto e Acquasparta, allacciandosi a nord e a sud al backbone regionale che corre lungo la Ferrovia Centrale Umbra.
La dorsale Vinti ha fatto il punto a Gualdo Tadino insieme al sindaco Massimiliano Presciutti e all’amministratore di Centralcom, Stefano Bigaroni. «A collaudo avvenuto – ha affermato Vinti – la Regione metterà a disposizione di tutti gli operatori di telecomunicazioni interessati le infrastrutture realizzate a condizioni eque e non discriminatorie sulla base di un listino pubblico, già predisposto da parte di CentralCom; in tal modo gli operatori avranno a disposizione una infrastruttura di dorsale di base per poter sviluppare, in condizioni di neutralità tecnologica, le proprie reti di accesso». Il lavoro è diviso in due lotti, nord e sud, finanziati dalla Regione con fondi Psr e Piat per oltre 4 milioni e 300 mila euro. La gara d’appalto è stata bandita da CentralCom e, dallo scorso mese di maggio, è iniziata la realizzazione dell’opera con 4 cantieri aperti lungo la dorsale.
A cosa serve La realizzazione della dorsale, ha spiegato l’assessore «permetterà di dotare il sistema pubblico di servizi digitali sempre più evoluti e predisporre una infrastruttura di base utilizzabile dagli operatori di telecomunicazione per fornire connettività in banda larga a cittadini e imprese. La rete – ha concluso Vinti – è realizzata con tecniche innovative a ridotto impatto ambientale quali la minitrincea e il no-dig (perforazione sub orizzontale), che consentono di ridurre al minimo l’impatto sulla viabilità sia in termini di larghezza dello scavo e ripristini della pavimentazione stradale che in riferimento alle interferenze con il regolare transito dei veicoli in fase esecutiva».
