di Elle Biscarini

Un’azienda agricola, uno stabile diroccato e circa 90 ettari di terreno coltivabile sequestrati nel 2008 al clan ‘ndranghetista De Stefano e al quale l’amministrazione comunale di Pietralunga ha aggiunto la gestione dell’antico convento di Sant’Agostino, nel centro della cittadina. Nuova vita per il primo bene confiscato alla mafia in Umbria, consegnato ufficialmente nel 2017 all’amministrazione comunale di Pietralunga. Dal 2013 la collaborazione con l’associazione Libera antimafia ha lavorato al progetto di riqualificazione: non solo il recupero del bene sequestrato, ma una vera e propria rivoluzione per restituire una risorsa al territorio. Anni di interventi per rendere lo stabile a norma e il terreno produttivo, di partecipazioni ai bandi per i finanziamenti, per il riscatto della società civile di Pietralunga contro la criminalità organizzata.

NEL PALAZZO CONFISCATO ALLA MAFIA VIVONO GIOVANI COPPIE

Nuova vita beni sequestrati alla mafia «Arriviamo oggi alla fine di questi lavori con il passaggio di consegne dal Comune di Pietralunga al gestore, la coop Pane e olio» dice il sindaco Mirco Ceci. «Per l’ostello c’è ancora da fare, ma sono stati messi a norma gli impianti elettrico e sanitario, i vani, i bagni, abbiamo ora un ostello quasi pronto ad accogliere ospiti in camere con bagni privati. Abbiamo sistemato anche gli infissi e il piano destinato alla ristorazione. Ulteriori interventi sono l’implementazione degli arredi e il giardino esterno, dove c’era il cantiere, ma siamo già pronti ad accogliere i nuovi campi estivi di Libera il mese prossimo».

«Serve un fondo per manutenzione beni» Poi un appello alle istituzioni: «C’è un problema nella fase intermedia dell’iter di restituzione dei beni strappati alla mafia, perché tra il sequestro e la riconsegna alla cittadinanza spesso passano decenni. Servirebbe – dice Ceci – un fondo da cui attingere per la manutenzione dei beni presi in carico, altrimenti le piccole realtà non ce la possono fare a mantenere tali beni in condizioni accettabili per la ridestinazione d’uso. Tra il sequestro e la riconsegna alla cittadinanza, i beni si deteriorano senza manutenzione, e se ci fosse una legge per l’immediato riutilizzo a fini di alloggio, sarebbe un vantaggio per tutta la comunità».

Pronto il primo miele antimafia Il primo bene sequestrato alla mafia in Umbria porta speranza per la restituzione di tanti altri beni alla comunità, al pubblico. «Da Pietralunga – continua il sindaco – è partita la guerra di liberazione umbra nel ’43, oggi parte da qui la lotta moderna contro la mafia». La cooperativa Pane e Olio che riceve il bene, «si inserisce pienamente in questo processo di responsabilità» dice il vice presidente Massimo Camerieri, aggiungendo: «La prossima settimana sarà pronta il primo miele prodotto dal terreno sequestrato e con la collaborazione di Libera Antimafia siamo pronti a rilanciare i campi d’impegno e formazione sulla legalità già da agosto, su questo terreno, grazie anche alla struttura ricettiva dell’ex convento di Sant’Agostino».

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