di Chiara Putignano
La data del 18 maggio per la città di Acquasparta segna un’importante vittoria, quella contro le mafie. Palazzo Biagetti è stato riconsegnato alla cittadinanza. A suggellare l’evento il passaggio delle chiavi tra il sindaco Giovanni Montani e l’Ater (l’Azienda territoriale di edilizia residenziale). Secondo Roberto Erasti, consulente giuridico della Commissione antimafia regionale e dell’Osservatorio regionale, l’importanza di questa riconsegna è duplice: «È simbolica, perché restituisce alla collettività un bene sottratto alla mafia. Ma ha anche una rilevanza pratica. Grazie alla palazzina verrà attuata una piccola operazione di ripopolamento del centro storico». Infatti, entro quattro o cinque mesi ad abitare Palazzo Biagetti saranno cinque giovani coppie, che potranno godere di contratti a canone concordato. L’immobile sarà ristrutturato con il contributo del Ministero, della Regione e del Comune, grazie a finanziamenti pari a circa un milione e mezzo di euro. I lavori di riqualificazione – assegnati a una azienda umbra – sono già iniziati e saranno ultimati in pochissimo tempo.
Collaborazione Tutti gli attori coinvolti ci tengono a precisare l’importanza della collaborazione nel progetto di contrasto a ogni forma di criminalità e di illegalità. «Lo Stato vince quando siamo tutti uniti – dice l’avvocato Erasti – quando tutte le sue articolazioni lavorano insieme. Non è vero che ci vogliono vent’anni per costruire e portare a termine un progetto di riqualificazione di un bene confiscato».
Esempi virtuosi In tutta l’Umbria sono circa una ventina i beni confiscati alla malavita. Uno di questi si trova a Pietralunga, in provincia di Perugia, dove un centinaio di ettari di terreno con casolari e edifici, hanno atteso per anni una nuova vita. Poi lo scorso anno, grazie a un progetto di recupero e riutilizzo, quelle strutture sono state assegnate a una cooperativa sociale. Grazie al Comune, che ha inserito nel lotto un’ulteriore struttura, tra pochissimo verrà aperto anche un albergo diffuso.
