di Mar. Ros.
L’obiettivo è chiaro: ridefinire la mission dell’Aviosuperficie ‘Alvaro Leonardi’, considerato che presto passerà dall’attuale gestione di Atc (in liquidazione) a quella della super partecipata Terni reti. È la prima commissione consiliare a lavorare sugli indirizzi da fornire alla giunta, ma l’atto preparato dal presidente Faliero Chiappini non ha convinto tutti: i commissari prendono tempo per arrivare alla prossima seduta con un documento completo e pronto per l’approvazione. Considerazioni a tutto campo, votazione rinviata.
Aviosuperficie di Terni Gli aspetti da tenere in considerazione sono molteplici. Tra le diverse declinazioni progettuali possibili, ci sono almeno quattro punti fissi, emersi in sede di discussione: la sicurezza, il bacino d’utenza, le potenzialità del sito e le strutture presenti. I consiglieri Franco Todini (Il Cammello) ed Enrico Melasecche (I love Terni), sono certi che l’aviosuperficie possa rappresentare un fulcro sportivo attrattivo, utile anche alla promozione del brand proposto dall’assessore Emilio Giacchetti e strumento di marketing territoriale.
Aeroporto a Terni Luigi Bencivenga di Terni dinamica non pensa sia necessario un parco a tema, piuttosto è convinto si debba intervenire sull’aviosuperficie, in termini commerciali e turistici, con il coinvolgimento di soggetti privati, per ampliare il bacino d’utenza. Renato Bartolini del Pd va ancora oltre: «Non è semplice definire a priori un indirizzo da fornire alla giunta – ha fatto notare in commissione -, sarebbe bene coinvolgere la Regione per capire ad esempio se esistono margini per la realizzazione di un aeroporto come quello di Sant’Egidio, i parchi a tema – ha osservato – funzionano solo nel raggio di pochi chilometri, ci si reca solo se sono sufficienti 20 minuti di macchina, quindi il bacino d’utenza sarebbe ristretto». La replica di Melasecche: «Potrebbero recarvisi i visitatori della Cascata».
Pista in asfalto ed eliporto Nel dispositivo abbozzato dal presidente della commissione Chiappini è contemplato l’ampliamento dell’attuale struttura, «la quale comprende – si legge in premessa – una pista in asfalto di 870 metri, una torre di avvistamento con sistema di comunicazione radio, servizi antincendio, carburanti, ristorazione, autonoleggio, servizio voli turistici e un eliporto attivo 24 ore». «Perché mai – ha osservato Patrizia Braghiroli del M5s – impegnare la giunta ad allungare la pista o a fare altri interventi se non è chiara la missione?».
Enac L’aviosuperficie è sottoposta a monitoraggio Enac, l’ente nazionale dell’aviazione civile, atorità di regolamentazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore aviazione, sottoposta al controllo del Ministero infrastrutture e trasporti. «Negli ultimi anni – ammettono i commissari – l’aviosuperficie è stata teatro di incidenti anche mortali, rispetto ai quali non sono mai state accertate le responsabilità dei gestori». La constatazione fa da trampolino agli impegni rivolti alla giunta, i consiglieri Marco Cecconi di Fdi-An e Silvano Ricci di Sinistra per Terni: «La sicurezza non può e non deve riguardare solo chi vola, l’Enac non può non tener conto degli sviluppi urbanistici successivi al sorgere dell’aviosuperficie, occorre una ridefinizione delle aree di sorvolo e la certezza del personale che gestirà la struttura».
Twitter @martarosati28

Prima di tutto occorre inquadrare la vicenda nel contesto tecnico. Terni dispone di una splendida “aviosuperfice”, non di un “aeroporto”.
Quindi prima di parlare e dettare linee di indirizzo sul tema sarebbe opportuno
comprendere la differenza tra i due tipi di struttura aviatoria come previsti
dal codice della navigazione e dalla legge apposita che regola le aviosuperfici
oltre che dalle circolari dell’Enac in tema di operazioni e sicurezza del volo.
(L. 2-4-1968 n. 518, D.M. 8/8/2003, D.M. 2/8/1990, L. 4/12/1996 n: 611)
La vera domanda alla quale dare la risposta è: come valorizzare
al massimo l’investimento esistente e quali investimenti ulteriori occorre fare
per rendere la struttura, che resta un’aviosuperfice, più attrattiva e capace
di ripagarsi e quindi generare profitti potendo diventare anche un volano
occupazionale.
Già nelle condizioni attuali, e grazie ad una pista in asfalto e alla presenza del distributore carburanti, Terni può sicuramente esibire un numero di movimenti, cioè atterraggi e decolli (quelli con i quali enac valuta una struttura aeroportuale vera), di gran lunga superiore non solo alle altre aviosuperfici limitrofe, ma anche a molti aeroporti minori che registrano, a fronte di costi elevati di struttura a Terni inesistenti, poche decine di movimenti settimanali.
Quale può essere la vocazione di Maratta? Quella di essere un hub di aviazione generale, conveniente per le scuole di volo perché non esistono particolari restizioni all’attività, un hub della manutenzione degli aerei, un punto di entrata ed uscita e parcheggio molto più vicino e conveniente in termini di costi di Roma Urbe e Perugia per il turismo aereo dall’estero in visita alla bassa umbria e al reatino. Una importante base per la protezione civile. E non è una potenzialità, ma una realtà il più importante centro aviolancistico del centro Italia con decine di lanci nel fine settimana e centinaia di sportivi che regolarmente arrivano a Terni sabato e domenica. Le potenzialità, quindi, ci sono. Quale investimento servirebbe. Dall’allungamento della pista, che consentirebbe l’atterraggio di velivoli di maggiori dimensioni moltiplicando i possibili introiti, (si pensi solo a quanti quintali di
carburante carica un medio bimotore o un executive jet) al miglioramento delle
dotazioni tecniche della struttura. Ma prima di tutto una governance solida e con una visone di lungo periodo.
Non mi perderei in dettagli. La mission e la vision sono aspetti fondamentali per un’azienda. Non c’è dubbio su questo.