di Iv. Por.
Si è lamentato per il trattamento a lui riservato ad Assisi: scortesia e prezzi alti. E, nell’era dei social network, lo ha fatto direttamente con il sindaco Claudio Ricci su Twitter. Il primo cittadino gli ha risposto invitandolo di nuovo.
Botta e risposta Il messaggio di Claudio è arrivato sul profilo Twitter del sindaco il 3 gennaio e recitava: «@sindacoassisi #dal2014vorrei passeggino non fatto entrare al bar; 5€ per tè e pastina! San Francesco chiama Assisi» con tanto di foto dello scontrino da 5 euro allegata. Il sindaco ha risposto il giorno dopo: «Mi Scuso Accaduto, Faremo Verifiche, La Invito Mio Ospite ad Assisi Le Farò da Guida» aggiungendo il suo numero di cellulare.
«Quasi tutti onesti e gentili» Poi il sindaco ha spiegato il suo punto di vista in maniera più estesa.«Sarà svolta – spiega – come doveroso, una verifica ma la “quasi totalità” degli operatori svolge ad Assisi un lavoro molto positivo e professionale. Bisogna ricordare come la città, e il suo territorio, sono stati totalmente riqualificati e dotati di nuove infrastrutture, servizi di ospitalità e spazi per eventi. Non è applicata la tassa di soggiorno e basiliche, chiese e siti francescani (20.000 mq di affreschi) presentano un accesso libero».
«Torni mio ospite» Per Ricci «l’ospitalità e il dialogo sono, ad Assisi, un valore francescano “sacro” e accogliere bene promuove le attività con il “passa parola” (fra i sei milioni di ospiti all’anno: con un +6% nel 2013) sia fisico che telematico, attraverso i Social Network come Twitter». Il sindaco, quindi, auspicando che «si possano riattivare (come fatto in passato) seminari sulla qualità e i valori dell’accoglienza», spiega di aver risposto su Twitter al «turistica critico» invitandolo nuovamente ad Assisi suo ospite e in quella occasione Ricci si offrirà come «guida turistica».
