di M. R.
La seduta di martedì pomeriggio era stata convocata per una valutazione del piano industriale di Asm dopo il recente confronto con le organizzazioni sindacali, ma il business plan sui tavoli dei consiglieri non è arrivato e il presidente della terza commissione ha annunciato che lo stesso sarà illustrato nei prossimi giorni dai vertici della multiservizi nella sede di via Bruno Capponi. A tenere banco allora, è il caso dei fratelli Piermatti: Sandro, consigliere comunale a Terni in quota Pd e Roberto, recentemente nominato responsabile degli affari istituzionali di Acea come riportato dal Fatto quotidiano ed emerso nei giorni scorsi per bocca del comitato No inc.
I fratelli Piermatti A portare in aula la questione ci ha pensato la consigliera del M5s Valentina Pococacio: «L’articolo 78 del Tuel (Testo unico degli enti locali) – ha detto la grillina – al comma 2 recita ‘Gli amministratori devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado’ e direi che il problema si pone nella misura in cui si è palesata la possibilità di aprire la compagine sociale Asm a soggetti terzi ed è verosimile che uno dei possibili soci sia proprio Acea». La proposta pentastellata è quella di una revoca di Sandro Piermatti dalla presidenza di commissione.
Il consigliere Pd «Mi sono sempre attenuto alle regole, nel corso del mio impegno sociale e politico – ha risposto con toni pacati il consigliere dem, presidente della terza commissione -, nulla da obiettare rispetto a quanto sollevato dalla Pococacio anzi mi ha solamente anticipato perché era già mia intenzione chiedere un parere al segretario generale perché fornisca un’interpretazione corretta della legge in questione. Per il momento comunque – ha aggiunto – non credo si possa parlare di conflitto di interessi se non al momento di deliberazioni o atti concreti. In ogni caso invierò formale istanza di chiarimento a chi di dovere».
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