lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 07:19
24 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:19

Terni, Rsu e No Inceneritori chiedono chiarezza su Asm: «Confronto e conflitti di interesse»

Si scalda lo scontro sull’ipotesi di privatizzazione della partecipata che gestisce i rifiuti

Terni, Rsu e No Inceneritori chiedono chiarezza su Asm: «Confronto e conflitti di interesse»
Asm (foto Rosati)

L’ipotesi della privatizzazione di Asm, partecipata del Comune di Terni che gestisce la partita dei rifiuti, torna a far discutere le parti sociali, coi sindacati che hanno già minacciato di occupare il Comune se non verrà presentato il piano industriale. Dopo che della questione si è occupata la politica ecco che ora tocca alla Rappresentanza sindacale unitaria e al comitato No Inceneritori. Entrambi chiedono chiarezza sul futuro della partecipata.

L’atto del gruppo Pd

La Rsu I rappresentanti dei lavoratori in particolare spiegano come abbiamo «più volte richiesto in quei rari tavoli istituzionali sulla vicenda una opportunità di confronto tra le parti con l’obbiettivo di fare estrema chiarezza sulla vicenda. Ribadiamo il nostro convincimento che una semplice operazione di vendita legata solo ed esclusivamente alle esigenze di quadratura del bilancio comunale verrà contrastata con ogni mezzo. Tale scelta risulta essere dannosa non solo per le maestranze ma per gli interessi dell’intera collettività in quanto l’Asm rappresenta un pezzo di welfare locale che storicamente si è costruito e rafforzato nel territorio e può per il futuro rappresentare un volano di sviluppo non solo all’interno del territorio comunale e provinciale ma anche su base regionale».

I punti chiave Sono diversi i punti su cui la Rsu vuole vederci chiaro. «Un progetto industriale che ci consente di capire ed individuare quali sono le future direttrici di sviluppo; che vengano finalmente e in modo definitivo resi noti il reale stato finanziario partita debiti e crediti; in attesa che si apra una fase di confronto che la proprietà non intraprenda nessuna iniziativa politica e amministrativa e che vengano revocate le due deliberi di consiglio comunale che riguardano la vendita del 50 per cento delle quote di Umbria Energy nonché la vendita di quote, fino al 40 per cento di Asm, e soprattutto vengano ridate alla gestione di Asm sia la Votiva Lux che la pubblica illuminazione». Intanto la Rsu ha indetto «una assemblea di tutti i lavoratori che si terra venerdì primo luglio al fine di condividere una piattaforma di rivendicazione che non può prescindere dai punti sopra esposti».

No Inceneritori Intanto su Asm interviene anche il comitato No inceneritori. «L’amministrazione comunale – si legge in una nota – vuole imporre a Terni la vendita di Asm ad Acea, e che questa avvenga con una cessione di quote piccola o grande ben poco conta, perché è sotto gli occhi di tutti cosa accade in aziende privatizzate in parte o in toto. E’ sufficiente parlare della Gesenu di Perugia e le gravi vicende dell’ultimo anno, di Acea a Roma e del ruolo ‘padronale’ di Caltagirone che ne possiede solo il 16 per cento. Ma soprattutto questo accade senza che nessuno, o pochi, rendano conto di un grave conflitto di interesse che riguarda il presidente della terza commissione consigliare, quella che si occupa per l’appunto della materia. In molti, in particolare la giunta, fingono di non sapere infatti che il consigliere Sandro Piermatti sia fratello dell’altrettanto noto Roberto Piermatti, ex assessore arrestato per la tangentopoli ternana, oggi ai vertici di Acea Spa, nel ruolo di responsabile Affari istituzionali. E bene, ne chiediamo l’immediata rimozione dall’incarico di presidente di commissione, i motivi di carattere etico e normativo ci sembrano ovvie già conosciuti ai più».

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