Il consigliere regionale Enrico Melasecche riporta al centro del dibattito politico il progetto “Water way” per la Cascata delle Marmore. L’iniziativa prevederebbe anche la realizzazione di un ascensore al servizio del sito naturalistico. Dell’argomento se ne è parlato giovedì mattina nel corso della seduta di question time quando l’esponente della Lega ha presentato un’interrogazione alla quale ha risposto l’assessore De Rebotti che si è detto «a disposizione del Comune di Terni per una collaborazione mirata alla valorizzazione turistica dell’intera area». Intanto, il vicesindaco della città dell’acciaio, Riccardo Corridore, ha chiesto per il tema un tavolo istituzionale.

“Water way” Il consigliere ha interrogato l’assessore Francesco De Rebotti per sapere se fosse nella volontà dell’amministrazione regionale, unitamente a quella comunale, riprendere in mano il progetto Water way alla Cascata delle Marmore. «Il progetto Water way alla Cascata delle Marmore – ha ricordato Melasecche – trae le origini a oltre venticinque anni fa, quando in qualità di vice sindaco della città di Terni riuscii a condurre in porto il progetto del parco naturalistico della Cascata delle Marmore, chiuso e a pagamento, che ha poi sviluppato negli anni flussi sempre maggiori di turisti fino a giungere agli oltre 500mila odierni. In quel contesto, sollecitai la Regione Umbria, che stava consolidando le pendici rocciose della Cascata, a realizzare il progetto tecnico fortemente innovativo di un’impresa locale, leader all’epoca in Umbria nella produzione di ascensori, progetto che ebbe il parere positivo dell’allora Soprintendente Vittoria Garibaldi. All’epoca terminarono i finanziamenti per cui si rinviò l’obiettivo data successiva ma non ci furono più iniziative da parte comunale e regionale. L’integrazione nel Parco naturalistico della Cascata del complesso di Piediluco consente di trasformare il turismo, ancor oggi prevalentemente mordi e fuggi, in un turismo più strutturato per creare altro lavoro ed occasione di sviluppo per quel territorio».

Ascensore alla Cascata «Già sette anni fa – continua il consigliere – sollecitai con forza quel progetto, denominato Water way, la via dell’acqua, che prevedeva appunto la risalita in ascensore nell’area di Campacci per poi scendere nell’approdo del tratto di Velino che porta al salto che forma la Cascata per poi risalire con i battelli elettrici il canale Drizzagno ed entrare nel Lago di Piediluco per consentirne il periplo. Già anni fa la Fondazione Carit si era resa disponibile ad assegnare la progettazione esecutiva e finanziare l’opera con un ascensore in acciaio inox e cristallo ‘a geometria variabile’, andrebbe verificata questa eventuale disponibilità in modo da riprendere il progetto e, costituendo un gruppo di lavoro con l’associazionismo locale, riprendere in mano quel progetto per condurlo a buon fine. A trarne beneficio sarebbe anche l’ambiente, dato che la realizzazione dell’ascensore alla Cascata delle Marmore, unitamente alla realizzazione dell’altro progetto di ciclopedonale Staino-Cascata, portato all’attuale cantierizzazione dalla passata giunta regionale, consentirebbe di ridurre il flusso di auto e navette sia sotto la cascata che nell’area abbattendo così traffico veicolare ed il relativo inquinamento che stona pesantemente con il contesto di quei luoghi».

De Rebotti L’assessore Francesco De Rebotti ha risposto: «Accolgo favorevolmente questa sollecitazione. Siamo a disposizione del Comune di Terni per una collaborazione mirata alla valorizzazione turistica dell’intera area e per ragionare di progetti ulteriori che possono essere inseriti nella programmazione dei fondi strutturali. Miriamo alla riduzione del traffico veicolare su quel contesto naturale e il 19 dicembre la cabina di regia ha ottenuto, anche grazie all’opera della Presidente e del Commissario Castelli, il finanziamento da 1 milione di euro per la progettazione della galleria di due chilometri che di fatto renderà la cascata un luogo ancora più accogliente».

Tavolo istituzionale: la richiesta da Terni «Apprendiamo la disponibilità della Regione – dichiara il vicesindaco Riccardo Corriedore –  alla realizzazione del progetto Water Way e quindi riteniamo indispensabile la convocazione di un tavolo istituzionale di cui partner essenziale è la Fondazione Carit che ha sempre mostrato interesse a tale idea di sviluppo turistico del territorio. Di certo fondamentale è l’elaborazione del progetto esecutivo, che dovrà essere rivalutato anche sulla base del computo metrico aggiornato ai costi post Covid, al fine di avere un quadro chiaro della misura dell’investimento. Il Comune di Terni si farà parte attiva con una squadra di lavoro che coinvolgerà gli assessorati ai Lavori Pubblici con Giovanni Maggi, al Turismo con Alessandra Salinetti e allo Sviluppo Economico con Sergio Cardinali oltre ai tecnici comunali. L’amministrazione comunale di Terni è sempre disponibile ad interlocuzioni istituzionali con la Regione tese alla valorizzazione del territorio ternano sul presupposto chiaro che vi debba essere rispetto delle reciproche competenze e, soprattutto, che ai proclami seguano fatti concreti». 

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