Home Restaurant

di Lucia Caruso
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E’ la nuova tendenza ‘chic’ che sta spopolando in tutta Europa e man mano sta prendendo piede anche in Italia. Minimo comun denominatore, la rete. Sono gli “home restaurant”, ristoranti in casa propria. L’idea nasce da questo momento che vede l’opzione ristorante, troppo cara per le tasche dei comuni avventori. Allora quale modo migliore per godersi una cenetta fuori senza rinunciare alle tipicità del luogo, spendendo poco? E quale modo migliore per arrotondare un po’ lo stipendio se non quella di fare un ristorante dentro casa regalando quell’atmosfera conviviale e familiare molto ricercata a prezzi modici? Ecco gli Home restaurant, mangiare a casa degli altri, che fa bene alla tasca di chi li fa, come a quella di chi ci va.

In Umbria Arrivano anche in Umbria. Già a Perugia, Todi, Spoleto, Umbertide e Terni si organizzano cene in case private con ricette tipiche della regione per regalare ai turisti i sapori tradizionali dell’Umbria, immergendoli nei ritmi e nelle usanze del luogo. Dai crostini di fegatelli alla panzanella, dalle cipolle di Cannara alle lenticchie di Castelluccio, dalla torta al testo alle puntarelle di maiale e salsiccia, il viaggio nell’universo enogastronomico è assicurato. Ad accompagnare le prelibatezze locali, l’atmosfera conviviale tipica delle case umbre. Un modo dunque anche per fare nuove conoscenze. Provalo a San Valentino.

Tutti possono aprire un home restaurant. Basta avere tanta passione in cucina, gusto e cura dei dettagli, una casetta accogliente e una connessione internet tramite la quale intercettare i clienti. Le regole sono molto semplici. Fino a 5mila euro lordi l’anno non c’è bisogno di nulla, nè di partita iva nè necessità di dichiarazione. Fino a questa cifra è possibile svolgere attività lavorativa occasionale. Da questa cifra e fino ai 30mila euro, per determinate categorie, come giovani o alla prima esperienza lavorativa, esistono partite iva agevolate. Per questa fascia sono in corso aggiornamenti legislativi per cui è sempre consigliabile l’aiuto di un commercialista. Non occorre autorizzazione sanitaria anche se è preferibile munirsi di un attestato sulla sicurezza alimentare.

Le piattaforme Esistono varie piattaforme sulle quali promuovere gli home restaurant, tra le quali: gnammo.com, www.homefood.it, www.thesoulfood.it, newgusto.com. Occorre registrarsi, inserire il proprio menù, per chi volesse (ma è consigliabile) è possibile anche inserire una fotogallery. Poi si stabiliscono le date delle cene programmate, il prezzo e il gioco è fatto. Chi volesse invece provare questa esperienza da cliente non deve fare altro che scegliere la data, dove mangiare, quanto spendere e prenotare. In genere ci sono massimo 6/8 posti ma c’è anche qualcuno che ha a disposizione spazi più grandi e arriva ad ospitare 20 persone.

Insomma senza perdere il gusto della buona cucina e con prezzi modici si potrà ancora andare a cena fuori.

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3 replies on “Aprire un ristorante nella propria casa: ecco come. I primi ‘home restaurant’ arrivano in Umbria”

  1. Intanto non è vero che non serve nulla serve una scia e dimostrare che si è in regola con le leggi sanitarie che riguardano anche lidoneita dei locali.
    Perché affidarsi a cuochi improvvisati anziché ad esercenti in regola e sottoposti a maggiori controlli che sono anche una garanzia per il cittaino.

  2. L’idea é ottima…ho provato in Lombardia e Toscana ed è stata veramente un’esperienza che ripeterò …nella zona nord dell’Umbria arriviamo un può in ritardo! I ristoratori non devono tenere è un’altra cosa!!!

  3. Interessante, mi piacerebbe saperne di più. Già da tempo ho in mente di rilevare la gestione di un piccolo ristorante a Perugia o provincia ma non è affatto facile come speravo. Home restaurant potrebbe essere una singolare alternativa.

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