Torna il consueto appuntamento con le celebrazioni in nome di Santa Fermina, patrona di Amelia e copatrona della diocesi ternana, uccisa in modo barbaro dai persecutori mentre pregava il Signore. Martedì 24 novembre diverse celebrazioni si susseguiranno durante la giornata: alle ore 9  la messa sarà celebrata dal vicario generale della diocesi mons. Salvatore Ferdinandi, alle 17.30 dal vescovo padre Giuseppe Piemontese.

Mattina Alle 9.30 è prevista l’accoglienza presso l’oratorio Santa Maria Ausiliatrice dei pellegrini, sacerdoti, autorità e rappresentanze della città di Civitavecchia, che parteciperanno alla celebrazione delle 11.15 nella Cattedrale insieme ai bambini del catechismo e fedeli di Amelia. Al termine ci sarà l’omaggio alla Santa dei pellegrini e autorità con l’esibizione del complesso bandistico ‘Città di Amelia’.

Pomeriggio Alle 17.30 la solenne celebrazione nella Cattedrale di Amelia sarà presieduta da padre Giuseppe Piemontese, vescovo di Terni Narni Amelia, alla presenza dei sacerdoti della diocesi e dei sindaci di Civitavecchia, Amelia, Alviano, Attigliano, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina e Penna in Teverina, animata dalla corale ‘Amerina’. Una celebrazione che è un evento comunitario religioso e civile, un incontro annuale tra Amelia e Civitavecchia per rinsaldare il gemellaggio tra le due città nel nome della comune patrona Santa Fermina.

La festa Prima della celebrazione la rievocazione storica della pesatura e offerta dei ceri, secondo gli Statuti del 1346, ma anche accensione della  ‘Fiaccola S. Fermina’ portata dalle associazioni sportive di Civitavecchia. Nei tradizionali abiti del Trecento, i rappresentanti dei borghi del territorio comunale offrono alla patrona grossi ceri il cui peso equivale simbolicamente a quello dei nuclei familiari presenti nel borgo che essi amministrano. Durante la Santa Messa presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese sarà consegnato il premio Santa Fermina alla memoria di don Sandro Bigi per la ‘Cittadella della solidarietà’ offerto dalla fondazione Aldega. Al termine verranno proclamati gli alunni vincitori del ‘Concorso Santa Fermina’ riservato alle scuole dell’amerino. Sarà inoltre allestita la Fiera del Dolce e la pesca di beneficenza nel seminario il cui ricavato sarà destinato a favore della Caritas.

La storia Giovane martire del III secolo, di origini romane, Fermina si convertì giovanissima al Cristianesimo, con impegno e entusiasmo si consacrò all’apostolato, convertendo tantissime persone sollecitata da una fede fervida e operosa. Da Roma la famiglia si trasferì a Civitavecchia e quindi ad Amelia. La giovane Fermina qui visse una vita eremitica, rivolgendo ai fedeli parole di conforto esortandoli coraggiosamente alla fede e all’amore. Era il 24 novembre del 304 d. C quando la giovane Fermina fu martirizzata dal Prefetto romano di Amelia, Magenzio. Dopo numerosi tormenti, appesa con i capelli alla colonna mentre veniva torturata con le fiamme, Fermina morì pregando il Signore per sé e per i suoi persecutori.

Cristianesimo Molti vedendola morire in quel modo si convertirono al Vangelo. I resti del prezioso corpo vennero segretamente sepolti con grande venerazione dai Cristiani, fuori le mura di Amelia, e vi restarono occulti per circa sei secoli. Furono ritrovati nell’anno 870 e da allora sono solennemente custoditi nella Cattedrale. Le si attribuiscono numerosi miracoli, uno dei quali avvenne durante la navigazione verso Civitavecchia (allora Centumcellae); una violenta tempesta che infuriava in mare sulle imbarcazioni venne placata dall’intervento miracoloso della vergine Fermina. La santa sostò per un periodo in una grotta del porto, sulla quale è stato successivamente costruito il Forte Michelangelo. Per questo è anche la protettrice dei naviganti.

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