Uomini del Nucleo investigativo di polizia ambientale e Forestale (Nipaf) e del comando Provinciale di Terni del corpo Forestale dello stato stanno notificando in queste ore gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad 11 dipendenti dell’Acciai Speciali Terni, tutti di nazionalità italiana, tra i quali figurano tre alti dirigenti e otto funzionari a livello apicale, indagati per reati che vanno dall’estorsione all’appropriazione indebita, a reati connessi alla sicurezza dei luoghi di lavoro.
Undici indagati in Tk-Ast L’indagine della Forestale, nata dalla denuncia di un imprenditore ternano, aveva portato ad accertare che alcuni degli indagati avevano preteso favori personali o per conoscenti ed amici, consistenti nell’effettuazione di lavori di manutenzione e/o ristrutturazioni di abitazioni, da parte di operai della ditta che aveva ricevuto appalti dall’Ast, senza pagare alcun corrispettivo. Uno degli indagati aveva «preteso» anche alcuni oggetti di antiquariato. I particolari ad uno studio esterno, con manodopera prestata sempre dagli operai della ditta che aveva ricevuto appalti dall’Ast. Tra le contestazioni mosse dalla procura della Repubblica di Terni figurano anche reati di natura contravvenzionale legati all’applicazione della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.
La nota dell’azienda Intanto attraverso una nota Tk-Ast mette subito in chiaro: «Oggetto dell’indagine non è l’azienda ma singoli individui, la procura di Terni sta approfondendo le indagini su presunte attività illecite ai danni dell’azienda e stiamo collaborando alle indagini perché è essenziale che la vicenda venga chiarita al più presto e l’azienda sta collaborando alle indagini».
